
Un itinerario semplice, di circa 1,7 Km, che si può percorrere a piedi.
Comodamente raggiungibile con i mezzi pubblici e servito dalle linee della metropolitana di Roma, il percorso inizia da piazza Santa Croce in Gerusalemme. Il luogo riveste un ruolo importante dal punto di vista religioso, per la presenza Basilica di Santa Croce in Gerusalemme che conserva le reliquie della Santa Croce, storico, per la presenza delle Mura Aureliane; culturale, per la presenza del Museo Storico dei Granatieri di Sardegna e del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.
L’itinerario termina all’Acquario Romano, oggi Casa dell’Architettura e sede dell’Ordine degli architetti di Roma e provincia, edificio ottocentesco costruito con l’intento di dotare la città di una acquario-esposizione della fauna ittica conosciuta.
Sul percorso sono visibili numerose testimonianze della storia millenaria della città: dall’archeologia della Roma antica alla Roma del Diciannovesimo secolo, neo capitale d’Italia.
Descrizione dell’Itinerario
L’Itinerario è interamente urbano e con numerosi punti di interesse di tipo storico, artistico, religioso e botanico, grazie agli importanti siti archeologici, luoghi di rilevanza storica e aree verdi urbane che include.
L'itinerario è perfetto per il trekking urbano in un quartiere multietnico, immerso nella storia millenaria di Roma che si alterna alla bellezza di un patrimonio arboreo che, in pieno centro cittadino, migliora il vissuto quotidiano.
Il percorso, da svolgere in completa autonomia, anche invertendo il punto di partenza con quello di arrivo, può essere arricchito dalla visita ai siti che si trovano lungo il cammino, come il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, i Sepolcri Repubblicani, i Trofei di Mario, la Porta Magica, ecc.
Per tutte le informazioni su orari e modalità di accesso, potete consultare lo 060608 e il sito turismoroma.it.
Punti di interesse storico/archeologico
Acquedotto Neroniano (54-68 d.C.)
È una delle strutture secondarie dell’Acquedotto Claudio, costruito dall’Imperatore Nerone per alimentare il ninfeo e il lago della sua grandiosa Domus Aurea.
Sepolcri repubblicani di via Statilia
Si tratta di tre edifici funerari non appartenenti a famiglie nobili romane. Il più antico, databile intorno alla fine del II sec., è contraddistinto da un peculiare epitaffio che consente di ricostruire uno spaccato inedito della vita di una famiglia di liberti.
Databile al III secolo d.C., è un importante complesso funerario di Roma. Scoperto nel 1919, è composto da stanze sotterranee scavate nel tufo e da una struttura muraria superiore. Si sviluppa su due piani: al piano superiore si conserva la parte inferiore di una sala semi-ipogea, al di sotto della quale si trovano due ambienti speculari completamente ipogei.
Erano una sontuosa residenza-giardino decorata con marmi e statue. Fino al IV secolo d.C., erano caratterizzati da un paesaggio lussureggiante. Oggi, sono divenuti un’area museale di oltre 1.000 metri quadrati, sul colle Esquilino.
Dalla zona di Porta Tiburtina, l’acquedotto si dirige verso l’area di piazza Vittorio e dei cosiddetti “Trofei di Mario”. Fu ricostruito agli inizi del III secolo d.C. per fornire la grande fontana che l’imperatore Alessandro Severo aveva fatto edificare all’incrocio tra via Tiburtina e via Prenestina, sulla sommità dell’Esquilino. I resti dell’antico acquedotto, attualmente costituiti da soli sei archi, sono presenti sul rettilineo che da via Turati conduce a piazza Pepe. Le arcate oggi visibili sono realizzate in laterizio e probabilmente poggiano, come si evince da accurati disegni settecenteschi di Piranesi, su un altro ordine che permetteva di oltrepassare la valle presente in questa zona. Per lungo tempo, questa diramazione è stata attribuita all’Aqua Iulia o Marcia, mentre ricerche e studi altimetrici più recenti la riconducono all’Aqua Claudia o Anio Novus, situati a quota più alta e ambedue presenti nella zona dell’adiacente Porta Maggiore.
La caratteristica principale dell’edificio è la decorazione pittorica del I secolo d.C., visibile nelle nicchie e sopra di esse, dove corre un lungo fregio su sfondo nero raffigurante scene dionisiache e giardini miniaturistici, veri e propri trompe-l’oeil che simulano finestre aperte su giardini lussureggianti con vasche, fontane e uccelli in volo. La sala, riccamente decorata e forse arricchita da giochi d’acqua, era un luogo per riunioni conviviali e culturali, come confermato dagli epigrammi di Callimaco che vi furono rinvenuti.
Il monumentale Ninfeo di Alessandro Severo, noto come "Trofei di Mario" per la presenza di trofei marmorei erroneamente collegati a Caio Mario, è in realtà un castello di distribuzione dell'acqua, costruito da Alessandro Severo per raccordare le varie altezze dei diversi acquedotti che confluivano sul luogo.
Costituisce l’unica testimonianza della seicentesca Villa Palombara, demolita alla fine dell’800. La porta è attualmente inserita in una zolla artificiale di terra e tufo di fronte ai “Trofei” ed è “sorvegliata” da antiche statue di Bes rinvenute durante scavi ottocenteschi sul Quirinale. Nota anche come "Porta Alchemica", reca incisioni di simboli esoterici, cabalistici e iscrizioni che evocano il mistero della pietra filosofale.
Fontana dei Tritoni, o del Glauco
Realizzata nel 1910 da Mario Rutelli, presenta un gruppo scultoreo inizialmente pensato per la fontana delle Naiadi di piazza Esedra. Scherzosamente definito "fritto misto", comprende tre tritoni, un grosso polipo e un mostro marino dalla bocca spalancata.
Monumento ai Caduti della Guerra 1915-18
Addossato ai “Trofei di Mario”, il Monumento ai Caduti della guerra 1915-1918 dei Rioni Esquilino, Viminale e Macao, progettato da Guido Caraffa e realizzato da Enrico Brai, venne inaugurato nel 1925.
Edificato da Augusto presso l’antichissima Porta Esquilina delle Mura Serviane, l’antico arco, realizzato in travertino, fu poi dedicato, come riporta l'iscrizione nella cornice, all'imperatore Gallieno e a sua moglie Salonina da un semplice cittadino (M. Aurelius Victor) nel 262 d.C.
Chiesa dei Santi Vito e Modesto
Nascosta tra le vie dell'Esquilino, la Chiesa dei Santi Vito e Modesto è un piccolo gioiello che racchiude secoli di storia e fede. Addossata all'imponente Arco di Gallieno, sorge su un'area di grande importanza storica, un tempo occupata dal Macellum Liviae, un antico mercato romano.
Realizzata nel 1927 su progetto dell’Architetto Pietro Lombardi, è posta in via di San Vito di fronte all’Arco di Gallieno e sulla fiancata della chiesa dei santi Vito e Modesto. È un’allegoria ispirata allo stemma del Rione Monti: i tre monti stellati sovrapposti che la compongono rappresentano i Rioni Esquilino, Viminale e Celio.
Affascinante testimonianza del passato glorioso di Roma, i cui resti delle sono visibili nei giardini dell’Acquario Romano, le Mura Serviane furono costruite per difendere Roma da eventuali attacchi nemici. Si snodavano per un perimetro di circa 11 chilometri, inglobando i sette colli e includendo due porte principali.
Caratteristiche Botaniche
L’itinerario attraversa tre giardini, tre luoghi di vero relax; polmoni verdi in un quartiere molto edificato e densamente abitato.
Giardini di via Statilia
Rappresentano una piccola oasi di pace nel cuore del vivace rione romano. Incastonato tra palazzi storici e strade trafficate, il giardino conserva testimonianze archeologiche e una varietà di piante e alberature comuni, ornamento e rifugio tranquillo in ogni stagione per i residenti e i visitatori.
Giardini di piazza Vittorio Emanuele II
Inaugurati nel 1888, i Giardini di Piazza Vittorio sorgono nel cuore del rione Esquilino. Definiti all'epoca come un romantico spazio con tracce architettoniche di diverse epoche, offrono una grande varietà di alberi esotici, come la Quercia Setosa proveniente dall’Australia, il Cedro del Libano che cresce in Libano e in Siria, la Magnolia dal Sud America e tanti altri originari della California e del Sud-Est Asiatico. Sono presenti, inoltre, palme e platani, e un delizioso roseto. I Giardini sono dedicati a Nicola Calipari, un agente segreto italiano ucciso in Iraq il 4 marzo 2005, dopo aver liberato la giornalista de “Il Manifesto” Giuliana Sgrena.
Un angolo di natura tra gli edifici, un giardino urbano con alberature maestose tra cui la Sophora del Giappone e l’Albero del Cappello cinese, lecci, magnolie e due aiuole recentemente realizzate. Una è dedicata alle essenze mediterranee, l’altra alle piante esotiche e tropicali.
L'evento rientra nel progetto Unexpected Itineraries of Rome - CUP J89I22001930001 - Finanziato della Misura Grandi destinazioni per un turismo sostenibile (Scheda N. 51) del Piano Sviluppo e Coesione (PSC) del Ministero del Turismo, approvato con delibera CIPESS del 3 novembre 2021 N. 58.
Scarica l’App per scoprire gli Unexpected Itineraries of Rome su unexpecteditineraries.turismoroma.it
Unexpected Itineraries of Rome

Sette itinerari insoliti per scoprire la città da prospettive inedite
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme


Sepolcri repubblicani di Via Statilia


Ipogeo degli Aureli


Museo Ninfeo


Acquedotto di via Turati


Auditorium di Mecenate


Trofei di Mario


La Porta magica


Fontana del Giardino di Piazza Vittorio


Arco di Gallieno


Chiesa dei Santi Vito e Modesto


Mura Serviane


Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio


Acquario Romano


Informazioni
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