L’area archeologica della città di Gabii si trova lungo la via Prenestina antica, a circa 20 chilometri da Roma, nei pressi del lago vulcanico di Castiglione, ora prosciugato.
L’abitato, le cui prime tracce risalgono al IX secolo a.C., era uno dei centri politici e culturali più importanti del Lazio in epoca protostorica, insieme a Tibur, Preneste e ad altre città che controllavano la bassa valle dell’ Aniene, del Sacco e del Liri.
Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti della cinta muraria di tufo in opus quadratum e di alcuni importanti edifici tra cui il foro, costituito da una piazza porticata aperta sulla via Prenestina antica, il tempio di Giunone Gabina, la cosiddetta regia, cioè una dimora del VI secolo a.C. e un santuario extra urbano. Fiorente nel periodo repubblicano, la decadenza di Gabii iniziò già nel I secolo a.C. e sul suolo stesso della città furono aperte cave per l'estrazione di tufo, ritenuto refrattario al fuoco.
Dopo l’abbandono del sito, avvenuto alla metà dell’XI secolo, la destinazione del suo territorio ad uso agricolo ha consentito di preservarne le vestigia fino ai nostri giorni.
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