
Le splendide sale della Galleria Borghese ospitano il grande progetto espositivo, a cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten, dal titolo Metamorfosi. Ovidio e le arti, nato dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam.
La mostra, che ruota intorno alle Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone (43 a.C.-17 d.C.) - uno dei testi fondamentali e più duraturi dell’immaginario occidentale - esplora il tema della metamorfosi come principio generativo universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano restituisce così una visione del mondo fondata sul mutamento, sull’instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino.
Attraverso celebri miti e racconti infatti, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile di immagini, dando forma visiva a passioni, desideri, ma anche a violenze e inganni. Il percorso espositivo pone quindi in luce un universo in cui dei, uomini e natura condividono un destino di trasformazione continua. Accanto ai temi cari ad Ovidio, come ad esempio l’Amore, l’Aldilà e la creazione del mondo, la mostra esplora anche il fenomeno dell’Ovide moralisé, riscrittura medievale dell’opera, che ha fortemente influenzato le rappresentazioni dei miti in epoca rinascimentale.
Gli spazi della Galleria Borghese offrono inoltre un contesto privilegiato per questa esposizione, in quanto la stessa fondazione della della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Metamorfosi, rendendo questo luogo non solo adatto, ma intrinsecamente legato al tema della mostra. Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino Nobile per accogliere parte della propria collezione, concependo l’architettura come dispositivo culturale capace di intrecciare mito, arte e autorappresentazione in un unico, coerente sistema di significati.
L’esposizione copre un arco temporale che va dai capolavori dei grandi maestri del Rinascimento e del Barocco come Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens o del Classicismo come Poussin, fino ad arrivare ad artisti di epoche più vicine a noi come Gerôme, Rodin e Brancusi, facendo emergere tutta la forza visiva e il fascino dei racconti ovidiani. Soprattutto intorno all’Apollo e Dafne e al Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, e agli altri capolavori a soggetto mitologico della Galleria, la mostra riafferma l’attualità del mito e il suo ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario europeo.
Prodotto in collaborazione con il Rijksmuseum, il catalogo della mostra – disponibile in italiano, inglese e olandese – presenta tutte le opere esposte nelle due sedi e include saggi di studiosi italiani e olandesi.
Foto: locandina ufficiale della mostra
Informazioni
dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00Ultimo ingresso alle ore 17.45
Condividi












































