
Istituito nel 1999, il Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano è una tra le aree protette della Regione Lazio. Si estende per 16.682 ettari sul territorio dei comuni di Bracciano, Trevignano, Anguillara, Roma, Sutri, Manziana, Bassano Romano, Campagnano di Roma, Oriolo Romano e Monterosi, tra le provincie di Roma e Viterbo.
Il parco presenta il tipico paesaggio vulcanico caratterizzato da rilievi collinari, boschi, grandi laghi e aree agricole; all'interno dei confini si trovano anche due “monumenti naturali”: la Caldara di Manziana e le Pantane e Lagusiello, che tutelano alcuni tra gli elementi paesaggistici e geologici più tipici e singolari del territorio.
La presenza dei due laghi di Martignano e in particolare di Bracciano, che è l'ottavo lago italiano per superficie, è certamente l'elemento più significativo del territorio. Insieme coprono circa un terzo della superficie totale dell'area protetta. Il territorio è poi costituito da boschi per il 30% (47% se si considerano le superfici non coperte dai laghi), mentre i coltivi e i prati falciabili sono situati per lo più nella parte meridionale ed orientale (Anguillara, Cesano, Campagnano e Trevignano).
Grazie al clima relativamente ricco di piogge e umido e i fertili suoli vulcanici, il parco presenta una notevole varietà ambientale: da un lato legata alla ricchezza dei grandi ecosistemi d'acqua dolce, dall'altro alla presenza di una successione di vegetazione che dalla macchia mediterranea va fino alla faggeta e alle foreste di latifoglie. La presenza dei laghi e della vegetazione ripariale aggiunge ulteriore ricchezza determinata dall'integrazione tra la vegetazione naturale e il mosaico dei coltivi.
Nella zona dei laghi, la fauna vede la presenze invernali di migliaia di uccelli acquatici, il cui numero è aumentato nettamente dopo l'estensione del divieto di caccia all'intero specchio d'acqua: un’indagine del 2002 ha rilevato infatti la presenza di 159 specie di uccelli, di cui 72 sicuramente nidificanti nel Parco.
Tra le specie acquatiche più significative troviamo la folaga, presente con stormi costituiti da migliaia di esemplari, il moriglione, tipica anatra tuffatrice, il fischione, lo svasso maggiore, lo svasso piccolo e il cormorano. Da ricordare anche il cigno reale, introdotto nel passato dall’uomo e ormai naturalizzato nell’area, dove costruisce grandi nidi lungo le rive del lago, nelle zone più tranquille e riparate. Sono anche presenti aironi cenerini e garzette, rapaci come il nibbio bruno, le albanelle, il falco di palude. I mammiferi sono rappresentati dalle specie che popolano i boschi italiani - ghiro, martora, istrice, tasso, volpe, donnola, riccio - e da animali di grandi dimensioni un tempo introdotti per scopi venatori come il daino, il muflone e, in numero sempre maggiore, il cinghiale di razza centro-europea. I pipistrelli sono rappresentati da ben dodici specie, molte delle quali classificate come minacciate o vulnerabili in ambito europeo. La fauna ittica è presente anch’essa in gran numero: tra le specie più rappresentative troviamo il coregone, il luccio, il persico reale, la scardola, la rovella, la tinca, la carpa, l’anguilla, il latterino, il cefalo. Numerose anche le specie di anfibi e rettili, che comprendono ululoni, tritoni, salamandre, rospi, rane, raganelle, tartarughe e bisce.
Ricordiamo infine che nei comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano si possono ammirare numerosi siti di interesse storico e culturale, come il Castello Orsini Odescalchi, musei con importanti reperti di epoca etrusca e siti archeologici risalenti al periodo Neolitico.
Foto: Pagina Facebook ufficiale
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