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La fontana di Monte Cavallo

Foto profilo ufficiale Facebook Scuderie del Quirinale

“[…] sono accorso a Monte Cavallo con Tischbein. La piazza davanti al palazzo ha qualche cosa di assolutamente personale, tanto irregolare quanto bella e grandiosa. Vedo finalmente i due colossi. Né occhio, né mente umana sono sufficienti ad afferrarli”, 3 novembre 1786, J.W. Goethe

Decoro di una delle piazze più rappresentative della città, la fontana è detta anche “dei Dioscuri”, i due gemelli della mitologia greca e romana Castore e Polluce, figli di Zeus e Leda, raffigurati nell’atto di trattenere i loro cavalli, secondo uno schema iconografico raro che compare dall’età severiana, cioè dal III secolo d.C.  Le due colossali statue, alte oltre 5 metri, provengono probabilmente dall’antico Tempio di Serapide, fatto costruire da Caracalla, e furono poi riutilizzate per ornare le Terme di Costantino che occupavano le pendici del Quirinale. Grazie alla loro imponenza si salvarono dal destino toccato a molte altre opere romane – l’interro, la distruzione o lo spostamento – e rappresentarono l’elemento più in vista del colle che, proprio per la loro presenza, cominciò presto a essere chiamato Monte Cavallo.

Tra il 1469 e il 1470, papa Paolo II fece realizzare un primo parziale restauro dei due gruppi scultorei, rivolti in origine verso l’edificio ora occupato dal Palazzo della Consulta e disposti parallelamente. È però nel secolo successivo con Sisto V che le sculture, inserite nel programma di ampliamento e abbellimento della piazza, furono oggetto di un restauro completo e furono spostate ai lati di una vasca marmorea ornata con gli stemmi del papa, per costituire uno fondale scenografico della Strada Pia, l’attuale via XX Settembre. L’incarico fu affidato a Domenico Fontana, che arretrò i Dioscuri girandoli verso il palazzo del Quirinale e allineandoli a poca distanza l’uno dall’altro.

Nel 1782, però, per volere di papa Pio VI, fu commissionato all’architetto Carlo Antinori un riassetto completo della piazza: i Dioscuri furono ruotati e separati in due blocchi distinti ai lati dell’obelisco proveniente dal Mausoleo di Augusto mentre la fontana di Sisto V fu smontata per essere sostituita con una vasca di granito proveniente dal Foro Romano. L’operazione di Antinori si rivelò più impegnativa del previsto e l’architetto fu oggetto di sagaci prese in giro, anche da parte di Pasquino che commentò che l’obelisco non poteva essere eretto da un architetto il cui cognome anagrammato corrispondeva a “Non tirai”.

I lavori furono comunque interrotti dalle vicende napoleoniche e ripresi nel 1816, quando Pio VII incaricò Raffaele Stern – il noto architetto ideatore del Braccio Nuovo del Museo Chiaramonti in Vaticano e del restauro del Colosseo – di portarli a termine. Il grande catino del Foro Romano, dissepolto e restaurato da Carlo Fea, fu finalmente posto in opera nel 1818, sorretto dal suo antico piedistallo al centro di un basso bacino in marmo bianco. Della precedente fontana di Sisto V costruita da Domenico Fontana non si hanno più tracce; probabilmente andò distrutta durante gli interventi di Antinori.

Informazioni

Indirizzo 
POINT (12.486309 41.899204)
Contatti 
Sito web: 
www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_medioevale_e_moderna/fontane/fontana_di_monte_cavallo_in_piazza_del_quirinale
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Location

La fontana di Monte Cavallo, Piazza del Quirinale
Piazza del Quirinale
41° 53' 57.1344" N, 12° 29' 10.7124" E

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