
A poca distanza dalle Mura Aureliane e dai giardini di Villa Borghese, un ingresso angusto e una ripida scala che conserva ancora alcuni gradini antichi danno accesso a un affascinante, e misterioso, sito archeologico sotterraneo. La sua scoperta risale ai primi anni Venti, durante gli scavi per la costruzione di una palazzina tra via Livenza e via Po, nel quartiere Pinciano: da allora la sua funzione continua a far discutere gli studiosi.
L’ipogeo era a pianta allungata, con un’aula principale absidata e alcuni ambienti secondari: oggi se ne conserva solo una piccola porzione trapezoidale, sufficiente però a darci un’idea della sua bellezza e singolarità. La parete settentrionale, parallela a quella di fondo, è articolata in tre archi adiacenti. Nell’arco centrale, decorato con affreschi e mosaici e delimitato da due transenne marmoree, è collocata una profonda vasca rettangolare dotata di un sistema per far fluire e defluire le acque. Nella ricca e articolata decorazione dell’ambiente, raffigurazioni pagane, come la dea della caccia Diana e una Ninfa dei boschi con cervi e caprioli, si alternano a soggetti cristiani, come due colombe che si abbeverano in una brocca colma di acqua e resti di un mosaico in cui sembra raffigurata una scena di battesimo.
L’ipogeo è datato concordemente alla seconda metà del IV secolo d.C., un’epoca coerente sia con il classicismo e la ricchezza della decorazione sia con l’ambiguità pagano-cristiana. Le caratteristiche del sito non ne permettono però un’interpretazione unica. Numerose ipotesi suggestive sono state avanzate nel corso degli anni per spiegarne la funzione: si è pensato a un luogo dedicato alla dea tracia Cotys, venerata dalla setta misterica dei Baptai, a un antico battistero, a un tempio legato al culto delle acque, a un’area nascosta destinata a pratiche magiche, o ancora a un luogo di riunione per una setta sincretistica. Secondo alcuni studiosi, l’ambiente potrebbe essere più semplicemente un ninfeo costruito in relazione a un’antica sorgente naturale sotterranea che, oltre a condizionare l’architettura e la profondità dell’edificio, è anche il tema centrale della decorazione musiva e pittorica.
Ipogeo degli Aureli

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Mitreo Barberini

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Mura Aureliane

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