
Dal 17 marzo al 10 maggio 2026 la Galleria Borghese ospita la mostra Ritorno alla Galleria Borghese. Giovan Francesco Penni e la bottega di Raffaello, curata da Lucia Calzona, che celebra il ritorno nella Galleria stessa dell’Allegoria della Buona Speranza, attribuita a Giovan Francesco Penni e acquisita all’asta nel maggio del 2025. L’acquisto si inserisce nel progetto, fortemente voluto dal museo, di ricomporre e restituire al pubblico l’aspetto originario della propria collezione, attraverso un attento e rigoroso lavoro di ricostruzione dell’identità storica e collezionistica del museo.
La tavola centinata, la cui provenienza dalla Galleria Borghese è attestata negli inventari seicenteschi come opera di Raffaello, di cui Penni è stato stretto collaboratore, è allestita proprio nella sala che ospita la pittura rinascimentale e i capolavori del grande maestro umbro e toscano, dando forma a una riunificazione attesa da oltre due secoli. L’Allegoria della Buona Speranza è presentata accanto alla Carità, suo pendant originario, che oggi si trova in una collezione privata. La ricomposizione del dittico, separato alla fine del Settecento, offre l’occasione per ripercorrere la storia della collezione, dalle prime menzioni negli inventari fino alle vendite Ottley (1797–1799), che dispersero numerose opere sotto la pressione delle vicende napoleoniche.
Accanto alle due tavole, l’esposizione approfondisce la figura di Giovan Francesco Penni (1488-1528), protagonista della diffusione del linguaggio raffaellesco nella Roma del primo Cinquecento. La presenza dell’Adorazione del Bambino con San Giuseppe e San Giovannino, ad esempio, proveniente dall’Abbazia della SS.ma Trinità di Cava de’ Tirreni, una delle poche opere certe dell’artista, costituisce un fondamentale termine di confronto per lo studio attributivo delle tavole borghesiane.
L’integrazione delle tre opere con i capolavori presenti nella sala restituisce un quadro articolato della bottega del maestro, evidenziando continuità stilistiche e collaborazioni che caratterizzarono la produzione del gruppo. La mostra intreccia quindi storia del collezionismo, ricerca delle attribuzioni e riflessione sul lavoro condiviso di bottega, restituendo la complessità della cultura figurativa del primo Cinquecento.
Foto: locandina ufficiale della mostra
Informazioni
dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00
Ultimo ingresso alle ore 17.45
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