
Situata nel convento di San Francesco a Ripa Grande, nel cuore del rione Trastevere, la Cella di San Francesco d’Assisi custodisce una storia di fede, arte e spiritualità che attraversa i secoli. In occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo, la Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, ha promosso un importante intervento per restituire bellezza e valore a questo luogo simbolo del Santo di Assisi e della memoria francescana.
I lavori hanno interessato il restauro di cinquanta reliquiari in lamina d’argento, danneggiati dall’ossidazione, e la manutenzione della monumentale macchina d’altare lignea che li accoglie. Il progetto, curato da Alessandra Acconci, ha compreso anche indagini diagnostiche sulle icone di Sant’Antonio da Padova e San Ludovico da Tolosa, approfondendone materiali e tecniche esecutive.
Secondo la tradizione, proprio qui San Francesco soggiornò durante i suoi viaggi a Roma, quando cercava un confronto con papa Innocenzo III. L’ambiente, originariamente legato all’ospitalità religiosa, si trasformò nei secoli in un luogo di culto, conservando testimonianze preziose della devozione francescana.
Sulla parete di fondo domina l’altare ligneo realizzato da Bernardino da Jesi tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. Al suo interno, i cinquanta reliquiari compongono idealmente un grande albero della famiglia francescana, evocando la ricchezza spirituale dell’Ordine.
Di particolare pregio è anche il Ritratto di San Francesco di Margarito d’Arezzo, opera del XIII secolo considerata una delle più antiche raffigurazioni del santo, affiancata dalle icone di Sant’Antonio e San Ludovico.
L’intervento, realizzato con il FEC – Fondo Edifici di Culto e il sostegno dell’Associazione Mecenati Roman Heritage ETS, ha permesso di valorizzare l’intero complesso, intrecciando ricerca e conservazione.
San Francesco a Ripa, altare di San Francesco e reliquiari Ph. Soprintendenza Speciale di Roma
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