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Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum

Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum-Foto: locandina ufficiale della mostra

Il Museo dell’Ara Pacis ospita la grande mostra Il Potere del Ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum, dedicata ai volti dipinti dell’Egitto romano: attraverso oltre 110 opere tra tavole, sudari, maschere funerarie, ma anche marmi, calchi in gesso e oreficerie antiche, l'esposizione presenta una delle più affascinanti espressioni artistiche dell'antichità, che fondono il realismo romano con la tradizione funeraria egizia. Questi volti infatti prendono forma nell'Egitto appena entrato nell'orbita di Roma dopo la conquista augustea, una società cosmopolita nella quale tradizioni egizie, cultura greca e modelli romani si incontravano, contaminandosi e compenetrandosi reciprocamente.

I ritratti del Fayum - oasi situata nel deserto libico-nubiano a sud-ovest del Cairo - realizzati tra la fine del I secolo a.C. e la metà del III secolo d.C. in Egitto durante il periodo romano, sono tra le immagini dipinte più celebri dell’antichità e più rare nei Musei italiani: se ne conservano poco meno di mille in tutto il mondo, tavole di legno spesse pochi millimetri, dipinte a tempera o con la tecnica dell’encausto - antica tecnica pittorica che consiste nello sciogliere pigmenti colorati applicandoli a caldo su una superficie tramite calore su una preparazione di cera calda (di solito cera d'api o cera punica), e collocate sul viso del defunto tra le bende della mummia Si tratta di opere molto delicate, raramente concesse in prestito; la mostra rappresenta quindi un’occasione unica per vederne riunito un nucleo così consistente. L’oasi del Fayum fu bonificata nel primo periodo della dinastia tolemaica che governò l’Egitto dal 305 a.C. al 30 a.C. e divenne un importante centro di confluenza della cultura egiziana e greca nel periodo ellenistico e nel primo periodo dell’impero romano. Grazie alle condizioni climatiche molto particolari ci sono pervenuti circa 600 ritratti dipinti che offrono una visione eccezionale degli abitanti che componevano quella comunità umana.

Quasi 50 di questi ritratti, sono eccezionalmente riuniti a Roma grazie a un importante programma di prestiti internazionali. Per la prima volta infatti l'Egitto concede la quasi totalità delle tavole conservate nelle proprie collezioni, mai uscite dal Paese, tra cui il celebre Tondo dei Due Fratelli, uno dei massimi capolavori della pittura antica, restaurato in Egitto da restauratori italiani nell'ambito del progetto della mostra. Al nucleo egiziano si affiancano ventitre opere provenienti dal Museo del Louvre, tra tavole dipinte e rarissimi sudari di lino, compresi quelli eccezionali per conservazione provenienti da Antinoe (Antinopolis). Accanto a questi prestiti straordinari completano il percorso lo splendido ritratto di Isidora — oggi al Getty Museum — così sontuoso e raffinato da aver dato il nome convenzionale al suo autore anonimo, il Maestro di Isidora; il ritratto di Eirene dal Landesmuseum Württemberg di Stoccarda, il cui nome compare sulla tavola insieme alla preghiera con cui i suoi cari affidano la sua anima a Osiride; i ritratti del Metropolitan Museum of Art e un volto giovanile mai esposto prima, appena riemerso dagli scavi della recente missione archeologica italiana in Egitto della Università del Salento.

La mostra è divisa in cinque sezioni. La prima indaga le origini del bisogno di tramandare quei volti, attraverso il nucleo rarissimo di calchi dalla tomba dei Valerii sotto San Pietro, che documentano l’intero processo: dall'impronta presa sul viso del morto fino al marmo celebrativo. La seconda rappresenta il punto di incontro tra le due tradizioni: nell'Egitto romano la maschera cede il posto alla tavola dipinta mentre il rito funerario mantiene la propria continuità. Il sarcofago con la mummia della bambina Giupra, dal Museo archeologico nazionale di Firenze, ricorda che quei ritratti accompagnavano e identificavano una persona reale. La terza è la sala dei volti: decine di tavole del Fayum, ciascuna con un nome e una storia — Demos e la sua bambina, madre e figlia custodite nella stessa tomba, il fiero soldato della collezione dell’Eton College — sono messe a confronto con i ritratti scolpiti delle collezioni capitoline. Il percorso accoglie inoltre il confronto con i gioielli di Pompei ed Ercolano, che permettono di riconoscere nella realtà documentata dallo scavo alcuni degli ornamenti raffigurati nei dipinti. La quarta sezione entra nella materia dei ritratti: encausto e tempera, i diversi tipi di legno lavorato in tavole dallo spessore millimetrico, i bordi tagliati per entrare nelle bende, il lino, lo stucco, il marmo. La quinta si chiude con alcune delle ultime tavole dipinte, databili entro il III secolo d.C., e con i grandi preziosi sudari di Antinoe (Antinopolis) – città fondata nel 130 d.C. dall'imperatore Adriano in onore di Antinoo -  dove il volto funerario non scompare, ma si trasforma e la memoria del defunto continua così a trovare nuove forme.

La mostra è curata da Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina e dall’RTI MondoMostre – Civita Mostre e Musei, con il supporto di Zètema Progetto Cultura.

Informazioni

Quando 
dal 5 Novembre 2026 al 2 Maggio 2027
POINT (12.475483 41.906099)
Contatti 
Sito web: 
www.arapacis.it/mostra-evento/il-potere-del-ritratto-egitto-e-roma-i-volti-del-fayum
Orari 

Dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027
Tutti i giorni 9.30-19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
24 e 31 dicembre 9.30-14.00 (ultimo ingresso ore 13.00)
Giorni di chiusura: 1° maggio e 25 dicembre

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Location

Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum, LUNGOTEVERE IN AUGUSTA
LUNGOTEVERE IN AUGUSTA
41° 54' 21.9564" N, 12° 28' 31.7388" E

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