
Lo spettacolo di danza contemporanea Antigone, in prima assoluta al Teatro Argentina nell’ambito della prima edizione del Teatro Ostia Antica Festival, grazie al regista e coreografo norvegese Alan Lucien Øyen, va dritto al punto nodale della tragedia di Sofocle, pur reinterprentandone radicalmente il linguaggio, e si trasforma in un travolgente rito collettivo che scuote il pubblico.
Nello spettacolo infatti, il mito classico è rappresentato con un linguaggio essenzialmente fisico, visivo e sonoro, estremamente evocativo, poetico e visionario. Il paesaggio sonoro tratteggia lo spazio evocando momenti di festa con canzoni registrate, attese e inquietudini con l’ululare del vento, le sirene di ambulanze, i versi di uccelli notturni, i latrati di cani. L’effetto nebbia d’altro canto, presente durante tutta la rappresentazione, crea un'atmosfera onirica che avvolge tutte le scene.
Il sipario si apre col corpo esile di Antigone che penzola impiccato accanto a una sedia per ordine del re di Tebe Creonte, il quale l’aveva condannata a morte per aver seppellito il corpo del fratello Polinice, contravvenendo all’ordine di lasciarlo insepolto perché traditore della patria. Una scenografia scarna, composta da sette pannelli disposti in semicerchio, comunicano il deserto affettivo che circonda la protagonista. Contribuiscono inoltre alla narrazione le proiezioni originali sui pannelli di riprese video con steadycam dal vivo e i movimenti dei ballerini, dapprima brevi e composti, poi ampi e corali e dopo ancora frenetici e convulsi.
Grazie ad un cast eccezionale – alcuni dei danzatori più acclamati del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, assieme ai danzatori della compagnia, winter guests – riescono ad interpretare la tragedia sofoclea attraverso la loro straordinaria fisicità e teatralità, reinterpretandola, attraverso la poesia fisica del Tanztheater, unita alle parole e alla danza contemporanea. L’Antigone di Sofocle quindi, risalente a tremila anni fa, affronta un dibattito assolutamente attuale, quale la dignità umana ingaggia una lotta per il rispetto delle leggi umane.
Regia e coreografia Alan Lucien Øyencon; con Enoch Grubb, Douglas Letheren, Pascal Marty, Antonin Monié, Nazareth Panadero, Héléna Pikon, Julie Shanahan, Fernando Suels Mendoza, Meng-Ke Wu.
Foto: Claudia Pajewski
Informazioni
giovedì e venerdì ore 20.00
sabato ore 19.00
domenica ore 17.00
Condividi












































