
Un grande classico, nonché uno dei testi più fortunati di Molière (1622-1673), Il malato immaginario, è in scena al Teatro Sala Umberto, per la regia di Andrea Chiodi.
La commedia, nella rilettura di Andrea Chiodi, è onirico e irriverente, divertente e contemporaneo, nel portare in scena le vicende familiari dell’ipocondriaco Argante, circondato da medici inetti e furbi farmacisti, ben contenti di alimentare le sue ansie per tornaconto personale. Come l’avaro Arpagone infatti, Argante è vittima di sé stesso e burattino di chi gli sta intorno, prigioniero della sua stessa paura, o meglio, una vera e propria ossessione – l’ipocondria – che in questa nuova versione del capolavoro di Molière diventa la vera protagonista.
Il malato immaginario (Le Malade imaginaire), è una Comédie Ballet in tre atti, seguiti da altrettanti intermezzi. La pièce fu rappresentata per la prima volta al Palais-Royal nel 1673, dalla "Troupe du Roy", con le musiche di Marc-Antoine Charpentier, e coreografie di Pierre Beauchamp. Scritta nell'ultimo anno di vita di Molière, l’opera è pervasa di realismo. Il protagonista infatti, mostra un cinismo e una disillusione che rivelano le riflessioni amare dell’autore, il quale introduce, all’interno delle situazioni comiche della trama, una denuncia della società del suo tempo. La commedia, come altri capolavori di Molière, tra cui Il misantropo (1666) e L’avaro (1668), pur mantenendo alcuni con la tradizione della Commedia dell’Arte, presenta aspetti innovativi quali la presenza di un copione e l’assenza di maschere - o personaggi fissi - a favore di personaggi con caratteristiche fisiche e psicologiche individuali.
Produzione Centro Teatrale Bresciano in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura Viola Produzioni – Centro di Produzione teatrale.
Con Angelo Di Genio, Emanuele Arrigazzi, Alessia Spinelli, Nicola Ciaffoni, Emilia Tiburzi, Ottavia Sanfilippo.
Foto: locandina ufficiale dello spettacolo
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