
L’Istituto Svizzero ospita la prima mostra monografica in Italia del duo composto da Pauline Boudry e Renate Lorenz, attivo a Berlino dal 2007. Il loro lavoro, recentemente esposto in istituzioni importanti come il Crystal Palace/Museo Reina Sofia di Madrid, il Centre Pompidou di Parigi, la National Gallery of Victoria di Melbourne e il 58esimo Padiglione Svizzero della Biennale di Venezia, include la scultura, la performance, la coreografia, la musica e il film, spesso combinati in installazioni immersive che sfidano sia le convenzioni del white cube (lo spazio espositivo minimalista di una galleria d’arte moderna tradizionale) sia quelle della black box (la “scatola nera” tipica del teatro sperimentale, della performance art e della videoarte).
Concepita specificamente per gli spazi di Villa Maraini e a ingresso gratuito, la mostra include nuove commissioni e opere esistenti armonizzate in una installazione temporizzata che si sviluppa tra le diverse sale della villa, esplorando le possibilità del suono come linguaggio capace di dare forma alla speranza, al lutto e al desiderio in contesti repressivi. Il titolo della mostra è tratto da una frase pronunciata dall’attivista ed ex militare statunitense Chelsea Manning, una delle protagoniste della mostra: si riferisce al ruolo che la musica ha avuto per lei nel periodo passato in carcere in seguito alla condanna per aver trasmesso a Wikileaks una serie di notizie coperte dal segreto di Stato ma vuole essere anche, più in generale, una celebrazione delle vite queer.
Nelle opere presentate al pubblico, la voce diventa un mezzo per far emergere passati dimenticati mentre la danza è uno strumento programmatico per guidare un movimento di corpi collettivo. L’architettura della villa sembra muoversi a sua volta, partecipando alla composizione con una sequenza di gesti che sfruttano l’opposizione tra luce e buio, suono e silenzio, pausa e movimento. Ne consegue una grande coreografia che coinvolge anche le persone mentre si muovono da una sala all’altra, dando vita a una comunità temporanea dove la disillusione politica convive con l’aspirazione utopica.
Informazioni
Mercoledì/Venerdì: 14:30-18:30
Giovedì: 14:30-20:00
Sabato/Domenica: 11:00-18:30
Aperture speciali:
01.11.2025: 11:00-18:30
08.12.2025: 11:00-18:30
24.-25.-26.-27.-28.12.2025: 11:00-18:30
29.- 30.12 2025: Chiuso
31.12.2025: 11:00-18:30
01.01.2026: 11:00-18:30
06.01.2026: 11:00-18:30
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