
Due fontane gemelle ornano e ingentiliscono, tra lecci e cipressi, una piccola piazza ellittica e pedonale che ha oggi tutto l’aspetto (e il fascino) di un tranquillo e accogliente salotto all’aperto. La piazzetta, intitolata al pittore manierista Perin del Vaga (allievo di Raffaello), fu realizzata tra il 1925 e il 1927 insieme al grande complesso edilizio ICP Flaminio II che vi si affaccia, progettato dagli architetti Tito Bruner, Mario De Renzi, Alessandro Limongelli e Giuseppe Wittinch per l’Istituto Case Popolari.
L’urbanizzazione di quest’area abbracciata dalla grande ansa del Tevere era cominciata solo pochi anni prima, nel 1909, con il Piano Regolatore redatto dall’ingegnere Edmondo Sanjust di Teulada sotto l’amministrazione del sindaco Ernesto Nathan. Inizia in questi anni la storia moderna del quartiere Flaminio, fin dalla sua nascita un luogo di sperimentazione architettonica e urbanistica, dal monumentale “Palazzo delle Ancore” del Ministero della Marina al Villaggio Olimpico, dall’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone al MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo e al Ponte della Musica, inaugurato nel 2011.
Innovazione e ricerca di nuove soluzioni caratterizzano anche il bel complesso affacciato sulla piazzetta. Rompendo la rigidità e l’uniformità della maglia ottocentesca (gli isolati delle vie di Prati, per esempio), Bruner, De Renzi, Limongelli e Wittinch disegnano configurazioni abitative originali e differenziate, con una maggiore libertà compositiva nell’articolazione degli spazi interni e nel rapporto tra strada e corte, mentre i dettagli architettonici (dei portoni, dei balconi, delle cornici, delle altane e degli abbaini…) derivano dalla tradizione del barocchetto romano, con spunti che richiamano l’architettura minore del tardo Cinquecento.
Contribuisce al carattere di unità ricercato dai progettisti la collocazione nella piazza delle due fontanelle simmetriche che indirizzano l’attenzione del passante verso l’ingresso monumentale dell’edificio centrale e sulla scritta, in alto sull’entrata, “ISTITUTO PER LE CASE POPOLARI”. In ciascuna di esse, un delfino di travertino sorretto da un pilastrino gioca con una palla posata sulla coda alzata, gettando acqua in due delle tre tazze sottostanti. Per il loro stile e per gli evidenti richiami al vicino Tevere, le due fontanelle fanno pensare a quelle realizzate negli stessi anni dall’architetto e scultore Pietro Lombardi, sparse per i rioni di Roma.
Foto Turismo Roma
Informazioni
Condividi
Location
Per conoscere tutti servizi sull'accessibilità visita la sezione Roma accessibile.












































