
Realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il FAO MuNe è uno spazio fisico e digitale inaugurato nel 2025 all’interno della storica sede della FAO - Food and Agriculture Organization, un complesso di edifici progettato nel 1938 da Vittorio Cafiero e Mario Ridolfi nell’area compresa tra le Terme di Caracalla, l’Aventino e il Circo Massimo.
Il museo è un viaggio nell’alimentazione mondiale che unisce storia, conoscenza, arte e scienza per raccontare – tra sale tematiche e spazi immersivi – il cibo e l’agricoltura come patrimonio condiviso dell’umanità, illustrando l’importanza dei sistemi agroalimentari globali, delle tradizioni culinarie e agricole, dei progressi scientifici, delle sfide e delle opportunità di oggi e di domani nella creazione di un futuro alimentare sostenibile in tutto il mondo, dalle Americhe all’Africa passando per l’Europa e il Mediterraneo, dal Vicino Oriente all’Asia e alle isole del Pacifico.
Il museo si sviluppa su un’area di circa 1.300 metri quadri. Il suo cuore è la collezione d’arte composta da oltre 60 opere donate da circa 40 Paesi membri della FAO, ciascuna testimone della storia, dei paesaggi e delle persone dei diversi Paesi. Tra queste figurano la scultura a grandezza naturale “Coltivare il Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto (un’installazione concepita come un’agorà contemporanea che unisce natura, società e tecnologia in un’armonia sostenibile) e “Peace with Nature” dello scultore uruguaiano Pablo Atchugarry, un ulivo secolare rinato come simbolo della riconciliazione tra l’umanità e l’ambiente.
Oltre a integrare la storica Biblioteca Memoriale David Lubin, un ricco patrimonio che risale al XV secolo dedicato a tutti i campi di studio legati all’agricoltura e all’alimentazione, il FAO MuNe è anche una rete che collega istituzioni, partner e comunità, un hub mondiale di collaborazione e dialogo che unisce esperienze locali, conoscenze globali e buone pratiche.
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Chiuso il sabato e la domenica
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