
In posizione scenografica quasi in cima a Monte Mario e seminascosta tra gli alberi, la chiesa risale nella sua primitiva struttura al 1638, quando l’umanista e scrittore Gian Vittorio Rossi, segretario del cardinale Andrea Peretti, fece costruire una cappella all’interno di una vigna di sua proprietà. Pochi anni più tardi, i frati del monastero di Sant’Onofrio al Gianicolo cui era passata in eredità ne affidarono la ristrutturazione all’architetto Camillo Arcucci, allievo di Borromini. All’inizio del Settecento, quando papa Clemente XI concesse il complesso ai Domenicani, la chiesa fu nuovamente restaurata e ampliata da Filippo Raguzzini, che rinnovò la facciata e gli interni. Dal 1931 l’annesso convento ospita una comunità di domenicane di clausura.
La chiesa è sormontata da una cupola e affiancata da un piccolo campanile. La semplice facciata è preceduta da una doppia rampa di scale, fatta aggiungere nell’Ottocento da papa Gregorio XVI durante i lavori di restauro dopo l’abbandono prodotto dalle armate napoleoniche. Una lapide ricorda la presenza nel convento tra il 1862 e il 1866 di Franz Liszt, che qui compose alcune delle sue opere. L’interno è a pianta ellittica, con altare maggiore e due cappelle per lato. Una nicchia con una cornice di stucco ospita la statua della Madonna del Rosario. Tra le opere di pregio conservate nella chiesa vi sono una Madonna col bambino di Antoniazzo Romano del XV secolo, una tela del Seicento di Michelangelo Cerruti con San Domenico e Santa Caterina da Siena e un’icona bizantina del VII-VIII secolo, una delle più antiche in Italia, venerata da almeno tredici secoli.
Detta la Madonna di San Luca, perché attribuita secondo la tradizione all’evangelista, l’immagine proveniva dall’area siriano-palestinese ed era conservata inizialmente nella chiesetta di Santa Maria in Tempulo. Insieme alle monache che la custodivano, nel 1221 fu portata da San Domenico nel monastero di San Sisto Vecchio, per poi seguire le suore nei loro tanti spostamenti: a fine Cinquecento, nel monastero dei Santi Domenico e Sisto a Magnanapoli e infine a Monte Mario nel 1931.
Il monastero conserva anche numerose reliquie, tra cui la mano sinistra di santa Caterina da Siena.
Foto Turismo Roma
Informazioni
Il Convento è visibile solo dall'esterno
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