Carlo Gallerati è lieto di presentare Se taccio sparisco, una doppia mostra personale di Angela Maria Piga e Arianna Piccoli a cura di Noemi Pittaluga.L’idea centrale sulla quale è costruita la mostra e che accomuna le due artiste della bipersonale, Angela Maria Piga e Arianna Piccoli, si basa sull’analisi del segno come forma di comunicazione. Angela Maria Piga, che già con la sua raccolta di poesie Easy Writer esplorava il potere della parola scritta e dei suoi doppi sensi, qui con le sue serie Rebus, ManiFesta e Soprannomi utilizza il linguaggio accentuandone il suo aspetto ludico e surreale e rimandando a un’estetica Fluxus. Arianna Piccoli, invece, collezionando oggetti quotidiani, ne analizza le possibili nuove destinazioni d’uso riprendendo il pensiero di Tadeusz Kantor dell’oggetto pronto e spostato dal suo contesto. Nei suoi Scontrini scontrosi i documenti commerciali, recuperati nelle spese giornaliere e trasformati dal tratteggio pittorico e dal collage, diventano le pagine di un diario personale. Questi ready made, che convertono un documento fiscale in un prodotto artistico – la cui quotazione per il collezionista è effettivamente l’importo presente sulla stessa ricevuta di pagamento – manifestano l’intenzione di ragionare sul concetto di valore del bene intellettuale, sulle modalità di scambio economico nella nostra società e, non ultimo, sul mercato dell’arte oggi. Personaggi in cerca d'autore appaiono su questi messaggi nella bottiglia, sotto forma di mostri dalle membra disomogenee e dinoccolate, come espressioni di un flusso di coscienza con la funzione di riattivare un processo mentale in cui la memoria, imprigionata nella creazione stessa, sembra assumere il suo vero significato nell’eterno scambio duale con il significante. E in questo continuo impegno da parte delle due artiste di riorganizzare gli stimoli provenienti dalle contraddizioni di una vita frenetica bombardata da messaggi social, il visitatore osserva anche le ceramiche di Piga, che evidenziano l’eclettismo tecnico e concettuale dell’autrice. Se la parola corsiva, rivestita da un font naïf dai colori fluo, trasforma ironicamente la domenica in Son day o il tempo pieno in ambito lavorativo in Fool time, i personaggi di terracotta assumono il ruolo di coreuti del teatro greco diventando la voce narrante della scena rappresentata. Con le loro forme mosse, non finite, questi lavori mostrano attraverso l’espressione di un commento immaginario, l’irrequietezza del pensiero dell’artista che nei suoi tazebao denuncia, per mezzo del linguaggio disegnato, i paradossi dell’epoca contemporanea come le oscure regole di gestione del capitale (Blind trust, Investi-Mento) o il fenomeno dello spopolamento dei centri urbani (Air Be end Be). Nell’intreccio di elementi grafici, di suggestioni cinematografiche e teatrali, le artiste sono quindi capaci di creare opere pop in cui il sogno, l’immaginazione e il non-sense rivelano al pubblico per aenigmata verità taglienti e conturbanti.
Informazioni
Da mercoledì 8 luglio a martedì 8 settembre 2026Inaugurazione: mercoledì 8 luglio 2026, dalle ore 19.00 alle ore 22.00
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