Di Daniele Culicelli. A cura di Maria Laura Perilli.La mostra è indicativa di quella stratificazione iconografica di cui la palma è rappresentativa: una forma in grado di attraversare trasformazioni ambientali, simboli e tempi storici.Nelle opere presenti in Paysandisia la pianta si propone come figura ambivalente; da una parte l’antichità la associa alla “vittoria Nike” dall'altra il presente la accomuna ad un soggetto fragile (si pensi al lepidottero parassita che negli ultimi anni ha colpito molte specie compromettendone la sopravvivenza).Tutto questo ha determinato nel tempo una sorta di destabilizzazione dell'immagine tradizionale di questa pianta; da simbolo quasi invincibile oggi appare in tutta la sua vulnerabilità esposto a dinamiche ecologiche impreviste.La palma diventa, quindi, una sorta di " soglia " dove forza e fragilità si incontrano, quasi a voler rappresentare uno stato di “resilienza”.Diventa, quindi, attraverso le opere di Culicelli, una specie di organismo percorso da esodi e vulnerabilità.Volendo spingere oltre la rappresentazione della Palma, dall'antichità ad oggi, si potrebbe parlare di una “umanizzazione” di questa pianta.Se si guarda, poi, alla sfera religiosa la tradizione cristiana la associa al martirio e all'eternità.
Informazioni
dal martedì al venerdì 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00sabato 10.00 – 13.00
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