Una lezione accademica che progressivamente si trasforma in uno spettacolo di illusionismo. May falling asleep never open our mouth esplora le storie e le pratiche di corpi femminili che, attraverso tecniche vocali, fenomeni metafonici e allucinazioni sonore, hanno hackerato i linguaggi e i dispositivi del sapere dominante. Tra Otto e Novecento, le nuove tecnologie di registrazione e diffusione sonora contribuiscono a fare dei fenomeni vocali un campo d’interesse scientifico e spettacolare: da un lato, gli studi medico-scientifici — foniatrici, linguistici e psicoanalitici — classificano la vocalità femminile attraverso indici di anomalia, isteria e occulto; dall’altro, gli spettacoli di illusionismo mettono in scena voci di corpi scomparsi, di soggettività senza nome. In questo scenario, le donne diventano spesso oggetti vocali di un sapere che ne cancella la parola, ma che alcune tentano di sovvertire attraverso tattiche di inganno mimetico. In una riscrittura performativa dei fenomeni vocali legati allo spiritismo, all’illusionismo e alla psicoanalisi, il lavoro indaga la voce come strumento ambiguo di presa di parola, tra inganno mimetico, infiltrazione e desiderio di resistenza. Chi parla in scena?
Il programma potrebbe subire variazioni
Informazioni
Dal giovedì al sabato alle ore 20:00Domenica alle ore 18:00
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