
La stagione di prosa del Teatro Vascello si apre con un capolavoro della narrativa inglese: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde) di Robert Louis Stevenson, per la regia di Fabio Condemi.
Il racconto, scritto nel 1885 da Stevenson in soli tre giorni in modo febbrile in seguito ad un incubo, ha come temi centrali il male e le ambiguità dell'animo umano. Ciò che colpisce infatti è la trama avvincente di quello che ha tutte le caratteristiche di un racconto del mistero e del terrore, insieme allo "sdoppiamento" che caratterizza ogni essere umano. La trama del racconto si configura proprio come una rottura dell'integrità della persona, come la scissione del Bene dal Male. Il racconto è quindi come una parabola del Male e, ciò che emerge da esso, è che le due differenti nature nell’essere umano, continuamente in contrasto fra di loro, tentano di prendere alternativamente il dominio dell'individuo.
La storia di Jekyll e Hyde è fatta con la stessa sostanza di cui sono fatti gli incubi e lascia nel lettore un senso di inquietudine e di mistero. L'ossessione per gli esperimenti e l'ambiguo potere della scienza, gli sdoppiamenti di personalità e i rischi della repressione fanno di questo romanzo una riflessione sulla natura umana che continua ad incantare oggi più che mai.
Con questo lavoro il regista affronta nuovamente l’indagine sul male e sul suo rapporto con la rappresentazione e la creazione artistica. Anche la struttura del romanzo di Stevenson infatti, è quella frammentaria tipica di un’indagine: come il notaio Utterson, il lettore segue le tracce di mr. Hyde, del male nascosto in nella città, nei rapporti umani, nelle istituzioni, senza mai poterlo afferrarlo del tutto.
Foto: locandina ufficiale dello spettacolo
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