GIOVANNA MARINI
IL CORAGGIO NELLE MANI
con
Alessio Lega con Rocco Marchi e Guido Baldoni, Ambrogio Sparagna ed Erasmo Treglia, Andrea Satta con Angelo Pelini e Francesco Chimenti, Ascanio Celestini, Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio diretta da Silverio Cortesi, Cora, Coro Inni e Canti di Lotta Giovanna Marini diretto da Sandra Cotronei, Coro Il Canto Necessario diretto da Francesca Ferri, Donne di Giulianello, Enza Pagliara e Dario Muci, Fausto Amodei (in video), Gualtiero Bertelli, Laboratorio di modi del canto contadino della SPMT diretto da Francesca Ferri, Gabriella Aiello, Michele Manca, Lucilla Galeazzi, Maria Grazia Mandruzzato, Moni Ovadia (in video), Piero Brega, Quartetto Andhira, Quartetto Anutis, Quartetto Urbano, Sara Modigliani, Stefania Placidi, Sylvie Genovese, Trio a modo, Xavier Rebut e Germana Mastropasqua.
direzione artistica e organizzazione Ascanio Celestini, Susanna Cerboni
con la collaborazione di Alessio Lega
«Io sono una musicista che a un certo momento della sua vita, uscita dal conservatorio e dal corso di specializzazione con Segovia… mi sono appassionata alla musica di tradizione orale. Una musica che porta in sé anche i valori della musica classica che è successiva alla musica di tradizione orale. Io mi sento per nulla schizofrenica se oggi scrivo un quintetto per arpa e domani scrivo un canto popolare».
Giovanna Marini
A un anno dalla scomparsa di Giovanna Marini vogliamo portare sul palco questa musica “per nulla schizofrenica”.
Farlo con artisti che l’hanno frequentata, amata o conosciuta anche da lontano. Musicisti, ma non solo, che possono far risuonare la sua musica fatta anche di parole e soprattutto di incontri, di storie di persone.
Non è un omaggio, una veglia, una celebrazione. È una serata per mettere in fila il suo lavoro, farlo parlare con le nostre voci.
Oggi l’enorme produzione di Giovanna può essere a disposizione degli artisti che hanno la voglia di risuonarla, ricantarla, riparlarla.
Dunque, abbiamo chiesto agli artisti di interpretare una cosa di Giovanna. Diciamo “cosa” perché può essere una canzone, un racconto, un pezzo del suo lavoro.
L’importante è che sia qualcosa che parla con le parole che lei ha usato.
Scritte, trascritte, rubate, inventate. Non importa.
Usiamo la nostra voce per far risentire la voce sua.
Foto di Claudio Vedovati
Informazioni
Rappresentazione: il 04/05/2025 alle 18:00:00
