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Colori dei Romani. I mosaici dalle Collezioni Capitoline

Colori dei Romani. I mosaici dalle Collezioni Capitoline
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Attraverso un’ampia selezione di mosaici realizzati tra il I secolo a.C. e il IV d.C., la mostra presenta alcuni tra i capolavori delle collezioni capitoline poco conosciuti al grande pubblico, per raccontare brani di storia della città, illustrando nel modo più completo i contesti originari di rinvenimento.

Accanto ai mosaici sono esposti anche gli affreschi e le sculture che costituivano l’arredo degli edifici di provenienza che consentono di contestualizzare e interpretare le scelte iconografiche, i motivi decorativi, l’aspetto formale delle opere come espressione del gusto e delle esigenze dei committenti e offrire un significativo spaccato della società romana del periodo.

Una ricca e preziosa documentazione d’archivio, illustra i rinvenimenti con foto storiche, acquarelli e disegni, testimonianze che aiutano a raccontare il clima e le circostanze che determinarono le trasformazioni urbanistiche e il fervore edilizio tra gli ultimi decenni dell’800 e i primi decenni del secolo scorso, quando, insieme al progressivo ampliamento della città Capitale d’Italia, fu scritta una delle più “fortunate” pagine dell’archeologia romana.

L’esposizione è divisa in quattro sezioni tematiche organizzate in ordine cronologico.

SEZIONE 1. L’arte del mosaico presso i romani. La storia e la tecnica.
In questa sezione viene introdotta la storia dell’arte del mosaico. Le opere scelte rappresentano tutte le tipologie dei pavimenti e delle decorazioni musive parietali che illustrano, attraverso le tecniche, i materiali, i colori, i motivi decorativi, l’evoluzione stilistica e la trasformazione dell’arte musiva nel corso del tempo. Dal più semplice decoro alla più complessa narrazione, i mosaici esposti sono l’espressione più alta e raffinata di capacità tecnica e di ispirazione artistica.

SEZIONE 2. Vivere e abitare a Roma tra la fine dell’età repubblicana e l’età tardo-antica: le dimore di lusso e i contesti domestici.
In questa sezione contraddistinta dal colore verde, invece, sono presenti i mosaici provenienti dalle dimore di lusso, che a partire dall’età repubblicana caratterizzavano alcuni settori della città antica. Si passa dagli esemplari più antichi – come il grande mosaico policromo a cassettoni, scoperto presso la Villa Casali al Celio – a quelli più recenti, fino al IV secolo d.C., epoca alla quale appartiene il mosaico con busto di stagione, forse parte dell’ornamento pavimentale di un edificio che ricadeva nella proprietà dell’imperatore Gallieno. Grande protagonista di questa porzione della mostra è lo straordinario mosaico parietale con la scena della partenza di una nave dal porto, preziosissimo ornamento della domus di Claudius Claudianus, una ricca dimora che sorgeva sul Quirinale nella seconda metà del II secolo d.C. La ricchezza della casa era ostentata con preziose sculture e sontuosi oggetti di arredo inediti che testimoniano del prestigio sociale, del gusto abitativo e dell’esigenza di autorappresentazione del proprietario.

SEZIONE 3. Gli spazi del sacro: la basilica Hilariana.
Questa sezione è dedicata alla Basilica Hilariana, sede del collegio dei sacerdoti addetti al culto di Cibele e Attis, i cui primi resti archeologici vennero alla luce tra il 1889 e 1890 durante gli scavi per la costruzione dell’ospedale militare del Celio. La Basilica, esempio emblematico di un apparato decorativo in cui tutti gli elementi dell’arredo concorrono alla narrazione del contesto e della sua funzione, aveva incredibilmente preservato in situ un insieme di reperti significativi per l’identificazione stessa del monumento, tra i quali due mosaici straordinariamente conservati presenti in mostra. La Basilica fu costruita grazie alla munificenza di Manius Poblicius Hilarus, ricco mercante di perle che diede il nome all’edificio sulla cui soglia un’iscrizione in latino a mosaico recitava: “A chi entra qui, e alla Basilica Hilariana, siano gli dèi propizi”. Il volto del generoso benefattore, ritratto su un mosaico, e la base della sua statua situata all’ingresso dell’edificio, furono accuratamente documentati con tavole acquarellate e sono visibili in mostra, insieme a tutti gli elementi dell’apparato decorativo scultoreo e musivo.

SEZIONE 4. I mosaici degli edifici funerari nelle necropoli del suburbio di Roma.
Che si tratti di temi figurati, di motivi ornamentali o di soggetti mitologici, nel repertorio sepolcrale, la decorazione è sempre volta a esaltare le qualità del defunto e a rievocare i valori collettivi fondamentali della società romana. I mosaici presentati in questa sezione sono tutti cronologicamente inquadrabili tra il II e il III secolo d.C. e provengono da contesti funerari situati nelle aree suburbane della città. Con i suoi colori vivaci, il mosaico ottagonale con pavoni è un esempio emblematico di un motivo decorativo carico di significati escatologici e salvifici: il pavone, uccello sacro a Dioniso, perdendo ogni anno la coda e rimettendola in primavera con lo sbocciare dei fiori, allude alla rigenerazione oltre la morte. I documenti di archivio messi a corredo dell’esposizione mostrano il contesto di rinvenimento: il mosaico costituiva la parte centrale del pavimento di una ricca tomba di famiglia situata lungo la via Appia.

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Informazioni

Quando 
dal 27 Aprile 2021 al 15 Giugno 2022
POINT (12.479185 41.867375)
Contatti 
Sito web: 
www.centralemontemartini.org/mostra-evento/colori-dei-romani-i-mosaici-dalle-collezioni-capitoline
Orari 

Dal 27 aprile al 15 settembre 2021 - prorogata al 15 giugno 2022
Dal martedì alla domenica 9.00-19.00
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura
Lunedì, 1 maggio

CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo.

Giorni di chiusura 
Lunedì
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Location

Colori dei Romani. I mosaici dalle Collezioni Capitoline, Via Ostiense, 106
Via Ostiense, 106
41° 52' 2.55" N, 12° 28' 45.066" E

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