Esplorando il confine tra reale e virtuale, la quadrilogia The Abstract Films-Yellow Film, Black & White Film, Red Film e Blue Film (2023–2025) di Chiara Passa invita lo spettatore a una partecipazione interattiva e a un’esperienza immersiva negli spazi della Pelanda. Le opere sono caratterizzate da un’estetica minimalista, contrassegnata da geometrie solide e dalla musica elettronica, e presentano una struttura non lineare e mutevole, dove ogni film prevede un’interazione di tipo diverso che va dalla manipolazione di oggetti fisici alle scelte operate dall’AI. La narrazione si rompe e diventa ogni volta diversa, immergendo lo spettatore in un’esperienza sempre differente, capace di coniugare immagini audiovisive, scultura e approccio ludico.
I quattro Abstract Films, nati dalla pluriennale ricerca dell'artista romana su spazio, astrazione e interattività, instaurano un dialogo diretto con la fisicità ruvida e stratificata del Mattatoio, le cui superfici segnate dal tempo, le strutture metalliche e le volumetrie irregolari dello spazio diventano parte integrante dell’opera, generando una tensione continua tra memoria materiale e immaginazione algoritmica capace di generare configurazioni visive dinamiche, aperte e in continua trasformazione. L’incontro tra archeologia industriale e astrazione digitale genera un campo di forze in cui materia, luce e movimento si riscrivono reciprocamente. Attraverso prompt AI, oggetti e dispositivi interattivi, il pubblico è invitato ad attivare una narrazione fluida e non lineare, dove la memoria del luogo si intreccia con la proiezione astratta di nuovi spazi possibili e creativi. Lo spazio del Mattatoio diventa una membrana computazionale attraversata da immagini algoritmiche, interazioni sonore e architetture astratte in costante mutazione. Ciascuno dei quattro film presenta una diversa modalità di interazione per il pubblico: Yellow Film offre un remix narrativo attraverso trenta buste interattive a ritmo di una colonna sonora elettronica di suspense; Black & White Film consente una manipolazione narrativa attraverso trenta oggetti scultorei e sequenze al ritmo di un tecno minimalismo sonoro; Blue Film consente un'interazione tramite un prompt AI ed effetti somori remixati che guidano un’esperienza dinamica e mutevole; Red Film propone un prompt AI e interazioni sonore e cromatiche che reindirizzano continuamente il flusso narrativo. I The Abstract Films compongono un ecosistema immersivo e partecipativo in cui l’architettura si espande, si riflette e si dissolve in astrazioni digitali, mentre il pubblico diventa parte di una nuova cartografia emotiva dove memoria urbana, archeologia industriale e sistemi digitali coesistono nello stesso spazio.
La mostra è a cura di Paola Lagonigro e Laura Leuzzi ed è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dall’Azienda Speciale Palaexpo e dalla Fondazione Mattatoio – Città delle Arti, con la realizzazione a cura dell'Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Latitudo
Informazioni
dal martedì alla domenica dalle 11 alle 20L'ingresso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura
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