
Il Parco archeologico del Colosseo apre al pubblico la Casa dei Grifi, il secondo dei 10 progetti previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Caput Mundi nell’ambito della Missione 1 Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo. Si tratta di una delle domus repubblicane più antiche del Palatino, rinvenuta da Giacomo Boni agli inizi del XX secolo, nota per il ciclo pittorico e musivo che ancora si conserva perfettamente.
Il progetto (Responsabile unico Federica Rinaldi, Direttore Lavori Aura Picchione) si è concluso nel dicembre 2024, rispettando la tempistica prevista dal PNRR. Il restauro e il consolidamento hanno previsto un intervento integrato comprensivo di rilievi fotogrammetrici 3D e restauri delle superfici pittoriche. Grazie ai fondi stanziati è stato possibile avviare un progetto scientifico di studio e recupero conservativo del monumento, sia dal punto di vista delle superfici pittoriche, sia dal punto di vista strutturale, in considerazione di evidenti segni di movimento delle porzioni murarie avvenuti in antico che hanno determinato lacune sulle pareti con cadute di intonaco e salti di quota nella pavimentazione musiva. Nei mesi successivi sono stati portati a termine la valorizzazione illuminotecnica e l’impianto audio video per la visita in diretta real time, ideata da Federica Rinaldi con la supervisione tecnica di Stefano Borghini, grazie alla sponsorizzazione di Comoli Ferrari, consentendo così l’apertura definitiva del sito. La visita al sito nella sua porzione ipogea, infatti, è possibile solo attraverso una scala molto ripida che non consente una fruizione accessibile a tutti.
La Casa dei Grifi è convenzionalmente datata tra la fine del II sec a.C. e la metà del I sec. a.C.; il suo rinvenimento risale agli scavi del 1912. La domus deve il suo nome ai due grandi grifi (animali fantastici con testa di uccello e corpo di felino) in stucco bianco su intonaco rosso all’interno della lunetta di uno degli ambienti ipogei dell’abitazione: i grifi, in posizione araldica e di profilo, sono posti di fronte un rigoglioso cespo d’acanto. La Casa, articolata su più livelli che sfruttano il pendio del Colle, appare in ottimo stato di conservazione, in quanto fu quasi completamente obliterata (e quindi preservata) già a partire dai primi anni dell’età imperiale fino all’ultima grande monumentalizzazione del Colle con la costruzione del palazzo imperiale dei Flavi (ovvero la Domus Augustana e la Domus Flavia). Le poderose fondazioni del complesso palaziale hanno attraversato i due livelli di cui si compone la domus, tagliando e disarticolando l’originario assetto planimetrico, ma impedendo di fatto successivi degradi fino alla scoperta. Oggi infatti gli ambienti repubblicani, anche se hanno perso la loro originaria conformazione planimetrica, conservano il suggestivo palinsesto di almeno tre secoli di usi, rifunzionalizzazioni e abbandoni.
Dei due livelli della domus, quello inferiore, ipogeo, è fruibile solo con il superamento di una ripida scala: si mantengono otto ambienti con pareti decorate da pitture associate a stucchi e pavimentazioni a mosaico a tessere bianche con cornici nere decorati da tessere o inserti policromi. Le pitture in particolar modo sono considerate tra gli esempi meglio conservati di rappresentazioni illusionistiche di elementi architettonici quali colonne e lesene, prima realizzati con stucchi, ora, invece, abilmente dipinti. È nella decorazione del grande ambiente centrale l’esempio più emblematico dove le pareti riproducono un colonnato su podio aggettante davanti ad una sequenza di ortostati e specchiature di tarsie e marmi vari, ricreando l’illusione di un arredo elegante. La stanza, come tutte decorata da pregevoli pavimenti a mosaico, è ulteriormente arricchita da un tessellato pavimentale a tessere bianche e nere con pseudoemblema centrale bordato in rosso antico e decorato con cubi prospettici ottenuti con accostamento di materiali lapidei di colore bianco (palombino), verde (calcare marnoso del nord del Lazio) e nero (ardesia).
Foto: sito ufficiale del Parco archeologico del Colosseo
Informazioni
Le visite sono programmate tutti i martedì, a partire da martedì 3 marzo alle ore 14:00 (italiano) e 15:00 (inglese). L’accesso sarà consentito ai possessori di biglietti Forum Pass SUPER con l’integrazione della visita guidata pari a € 8.00.
SCHEDA TECNICA: COME VISITARE LA CASA DEI GRIFI
Date al pubblico Dal 3 marzo 2026
Giorni di apertura Martedì
Orario di apertura 14:00 e 15:00
percorsi didattici italiano 14:00
inglese 15:00 Modalità percorso didattico accompagnato
Biglietti Forum Pass SUPER Gruppi massimo 12 persone Durata 30 minuti
Ingresso Via Sacra, Arco di Tito
Meeting point Arco di Tito
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