
Il Casino dei Principi - Musei di Villa Torlonia ospita una mostra antologica dedicata al pittore Antonio Scordia, nato a Santa Fè da genitori italiani nel 1918 ma cresciuto a Roma, città dove scelse di lavorare nonostante le opportunità in Argentina e i soggiorni a Parigi, New York e Londra. Vicino in età giovanile all’ambiente della Scuola romana e poi protagonista dell’arte astratta italiana, Antonio Scordia è un artista ben noto alla storiografia e alla critica d’arte ma poco raccontato al grande pubblico: l’ultima esposizione delle sue opere in spazi pubblici di Roma risale alla fine degli anni Settanta.
La mostra, curata da Giovanna Caterina de Feo, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta e sostenuta dalla Galleria Mucciaccia con la collaborazione dell’Archivio Antonio Scordia, offre una panoramica completa dell’opera dell’artista. Comprende dipinti provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, insieme a opere di collezioni private o di proprietà degli eredi di Scordia, e una selezione di documenti d’archivio.
Tra le opere degli esordi figura per esempio “La seggiola e il gatto”, acquisita nel 1952 da Palma Bucarelli per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e appartenente al clima figurativo della Scuola romana. Le tele della seconda metà degli anni Cinquanta (da “Ruderi nel parco” a “Figura bianca”) sono invece già incentrate sul percorso che porterà l’artista verso l’astrattismo e l’elaborazione di una pittura poetica, colorata e incantata. Dopo le grandi tele degli anni Sessanta, tra cui “Gorgone”, il percorso culmina in una ricca selezione di opere liriche e mature degli anni Settanta e Ottanta, come “Specchio Blu” del 1978 e “Pietra Lavica” del 1986, che rivelano la verve creativa di Scordia.
La mostra si conclude con un approfondimento dedicato alla poco nota attività dell’artista nel campo delle arti decorative, documentata da alcune ceramiche degli anni Quaranta e soprattutto dall’arazzo realizzato su suo cartone per la Turbonave Raffaello nel 1962, prodromo del monumentale arazzo eseguito pochi anni più tardi per il Ministero degli Affari Esteri, oggi conservato nella Sala dei Trattati Europei “David Sassoli” alla Farnesina. L’intero percorso espositivo è corredato da disegni inediti provenienti dall’Archivio Antonio Scordia.
In copertina: Antonio Scordia, Delfino, 1973. Foto Paolo Scordia, Courtesy Archivio Antonio Scordia
Informazioni
dal 26 novembre 2025 al 29 marzo 2026
dal martedì alla domenica ore 9.00-19.00.
24 e 31 dicembre 9.00-14.00
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura: Lunedì, 25 dicembre
CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo
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