
Eliana Stragapede e Borna Babić, fondatori della compagnia Paper Bridge ed ex interpreti della compagnia Peeping Tom, portano in scena al Teatro India una performance di danza contemporanea che svela le complessità dei legami umani.
Il nome dello spettacolo (Amae no Kōzō, Anatomia di una dipendenza) ricalca il titolo del famoso saggio dello psicoanalista giapponese Takeo Doi, che agli inizi degli anni Settanta aveva analizzato il concetto psicologico e culturale di amae, un misto di dipendenza affettiva, bisogno di indulgenza e richiesta di amore incondizionato. Sul palco del Teatro India, la performance attraversa il territorio complesso delle relazioni, dove vicinanza e distanza, bisogno e libertà, cura e autonomia convivono in un equilibrio fragile e mutevole. Esaminando un ampio spettro di relazioni, l’opera esplora la tensione tra l’uscire dalla propria zona di comfort e il rifugiarsi nella protezione, mettendo in luce i fili conduttori universali della co-dipendenza e approfondendo le forze che spingono gli individui a restare insieme o a cercare una via di fuga.
I due corpi in scena si cercano, si sostengono, si trattengono e si allontanano, dando vita a un paesaggio in continua trasformazione. Ogni incontro apre nuove possibilità di connessione, ma anche nuove forme di resistenza; ogni gesto mette in luce il delicato equilibrio tra il desiderio di appartenere e la necessità di preservare la propria individualità. Con una scrittura coreografica intensa e fisica, Eliana Stragapede e Borna Babić esplorano la vulnerabilità dell’essere insieme, interrogando ciò che ci unisce, ci trasforma e, talvolta, ci costringe a lasciar andare.
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