
Oltre 40mila auto elettriche autorizzate in Ztl Roma, 900 colonnine di ricarica attive e altri 700 punti di ricarica in arrivo entro il 2025. Roma avanza sulla mobilità sostenibile con numeri che la posizionano in prima linea nella transizione elettrica tra le città italiane. Le nuove regole approvate per l'inserimento delle colonnine di ricarica negli impianti di carburanti infatti, facilitano la diffusione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Con la modifica del Piano Carburanti del Comune di Roma, la città diventa più connessa, sostenibile e accessibile e sempre più pronta a rispondere alla crescente domanda di mobilità elettrica, contribuendo in modo concreto agli obiettivi di transizione energetica a livello nazionale ed europeo.
La delibera, proposta dall’Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità Monica Lucarelli e dall’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, approvata in Giunta e ratificata dall’Assemblea Capitolina, consente infatti l'installazione delle colonnine di ricarica all'interno degli impianti di carburanti, senza che ciò vada nel computo della superficie utile lorda.
Questo intervento garantisce una diffusione capillare della rete di ricarica in tutta la città, rendendo l’utilizzo dei veicoli elettrici ancora più pratico e conveniente per i cittadini. Inoltre, il provvedimento contribuirsce a rendere Roma una città più competitiva e innovativa, capace di attrarre nuovi investimenti e migliorare la qualità della vita dei residenti e di chi lavora o visita la capitale.
Roma, tra le città metropolitane, è quella che attualmente conta il maggior numero di colonnine elettriche: sono infatti 2.751 a fronte delle 1.927 di Milano e delle 1.641 di Torino; a seguire Venezia con 1.372 e Firenze con 882, in quarta e quinta posizione su base nazionale. La Capitale quindi, punta quasi a raddoppiare l'attuale dotazione degli stalli ma soprattutto a distribuire in modo equilibrato in tutta la città i punti di ricarica, attraverso la collaborazione con i quindici Municipi.
Un cambiamento quest’ultimo, che si è reso ancor più necessario dopo che il Parlamento Europeo ha dichiarato di voler eliminare entro il 2035 i veicoli a motore endotermico dalle città.
