
L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici dedica ad Agnès Varda (1928–2019) la prima grande retrospettiva in Italia sulla sua opera fotografica, in occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma. Un progetto espositivo che restituisce la complessità di una figura centrale della cultura visiva del Novecento, capace di muoversi con libertà tra fotografia e cinema, autobiografia e racconto collettivo.
La mostra propone un ampio percorso che mette in dialogo le due anime dell’opera di Agnès Varda, evidenziando come la pratica fotografica abbia influenzato in modo profondo il suo linguaggio cinematografico. Attraverso oltre 130 opere – tra stampe originali, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti personali – potete scoprire la costruzione di uno sguardo libero, ironico e radicalmente umano.
La mostra riunisce inoltre le opere di diversi artisti presentate in dialogo con le fotografie e i film di Agnès Varda: Giancarlo Botti, Michaële Buisson, Alexander Calder, Martine Franck, Dominique Genty, JR, Liliane de Kermadec, Michèle Laurent, Claude Nori, Laurent Sully-Jaulmes, Robert Picard, Valentine Schlegel, Collier Schorr.
Cuore simbolico dell’esposizione è la Parigi del dopoguerra, osservata a partire dal celebre cortile-atelier di rue Daguerre, dove Varda si stabilisce all’inizio degli anni Cinquanta. Questo spazio, trasformato in studio fotografico, laboratorio e luogo di vita condivisa, diventa il centro pulsante della sua ricerca. Fotografie ed estratti di film raccontano una città lontana dagli stereotipi, popolata da artigiani, passanti, vicini di casa e volti anonimi. Opere come Cléo de 5 à 7 e Daguerréotypes mostrano una Parigi vissuta dall’interno, capace di riflettere emozioni, inquietudini e trasformazioni sociali.
Una sezione è interamente dedicata a rue Daguerre, luogo fisico e simbolico dell’opera di Agnès Varda. Qui l’artista realizza le sue prime mostre, scatta ritratti, gira film e costruisce un microcosmo creativo che attraversa decenni di lavoro. Il cortile-atelier diventa progressivamente corte-giardino, spazio aperto alla sperimentazione e all’autonarrazione, fino a trasformarsi in uno dei fulcri poetici di opere come Les Plages d’Agnès.
Un altro asse fondamentale della mostra è l’attenzione costante di Agnès Varda per le donne, le persone comuni e le vite marginali. Fin dagli anni Cinquanta, la sua fotografia e il suo cinema interrogano il modo in cui i corpi e le identità vengono rappresentati. Il percorso mette in evidenza il suo femminismo sensibile e concreto, che si intreccia a una più ampia riflessione sull’umano, sulla dignità del quotidiano e sulle trasformazioni della società.
In continuità con il racconto parigino, la mostra dedica un ampio focus a L’Italia di Agnès Varda, presentando una selezione di fotografie inedite realizzate durante i soggiorni del 1959 e del 1963. Venezia, Roma, ville e giardini rinascimentali diventano luoghi di osservazione e sperimentazione visiva, tra scene di vita quotidiana, giochi di luce e composizioni grafiche. Un nucleo importante documenta il rapporto con il cinema italiano: dal ritratto di Luchino Visconti alla visita sul set de Il disprezzo di Jean-Luc Godard, con immagini che immortalano Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli.
Le opere di Agnès Varda sono presentate in dialogo con quelle di altri artisti e artiste che hanno attraversato il suo universo creativo, tra cui Alexander Calder, Martine Franck, JR, Valentine Schlegel e altri. Questi confronti arricchiscono la lettura del suo lavoro, mettendo in luce affinità, influenze e scambi all’interno del vivace panorama culturale del dopoguerra.
Ideata dal musée Carnavalet – Histoire de Paris e realizzata a seguito di oltre due anni di ricerca, la mostra si basa sul fondo fotografico di Agnès Varda e sugli archivi di Ciné-Tamaris, la società di produzione da lei fondata e oggi diretta da Rosalie Varda e Mathieu Demy.
In copertina: Agnès VARDA, Autoportrait, Bellini, Venise, 1959
Informazioni
lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 19
ultimo ingresso alle 18.30
Martedì chiuso
Condividi











































