La città di Crustumerium sorgeva tra Eretum, odierna Monterotondo, e Fidenae ed era situata su una pianura a controllo della valle del Tevere e dell’antica via Salaria.
L’antico centro abitato si sviluppò tra l’XI e il VI sec. a.C. e, già nella prima Età del Ferro tra il X e IX sec. a.C., l’insediamento di capanne occupava una superficie di 60 ettari.
Secondo gli scrittori antichi fu una tra le città latine protagoniste del famoso episodio storico-leggendario del Ratto delle Sabine. Agli inizi del VI sec. a.C. la città fu sottomessa da Tarquinio Prisco e nel 499 a.C. fu inclusa nei domini di Roma.
Dalla metà del V sec. a.C. incominciò il progressivo spopolamento del centro e, con la conquista nel 396 a.C. di Veio da parte dei Romani, il collegamento viario tra l’Etruria e la Campania, fondamentale per l’economia di Crustumerium, fu interrotto provocando la definitiva decadenza della città.
Gli scavi effettuati dalla Soprintendenza Archeologica di Roma negli anni ’80 hanno riportato alla luce circa duecento sepolture a fossa permettendo il recupero di pregevoli corredi tombali composti da ceramiche e bronzi. Negli scorsi decenni migliaia di sepolture sono state depredate da scavatori clandestini, causando gravi danni al patrimonio storico e archeologico.
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