Le prestigiose sale del Museo Venanzo Crocetti di Roma si aprono alla creatività internazionale ospitando la mostra collettiva Lands in Dialogue – Georgian Art Tells Its Story. L’evento, che viene inaugurato ufficialmente sabato 24 gennaio alle ore 17.30, si propone come un’esperienza immersiva nella vibrante scena artistica georgiana contemporanea, tracciando un ponte ideale tra la storia millenaria della Capitale e le vette del Caucaso. Ad arricchire la serata di apertura è la presentazione critica della storica e critica d'arte Francesca Callipari, che accompagna il pubblico nell’analisi delle opere e delle poetiche espresse dai maestri coinvolti. Il progetto è promosso da Syndicate 33, una corporazione di artisti georgiani fondata da Nino Kurashvili, artista di formazione internazionale presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna nel celebre Gruppo Hundertwasser. La corporazione opera come una piattaforma dedicata all'incontro di menti creative e allo sviluppo di programmi di residenza, con l'obiettivo ambizioso di far conoscere al pubblico mondiale la profondità della cultura e dell'umanità georgiana attraverso una nuova visione dell'arte. Il percorso espositivo rivela una straordinaria varietà di linguaggi che spaziano dal simbolismo onirico all'astrazione materica, testimoniando una rara capacità di sintesi tra tradizione e modernità. Attraverso pennellate dense e vibranti che richiamano la fisicità della terra georgiana, gli artisti mettono in scena un dialogo tra misticismo e colore, utilizzando tavolozze cromatiche che attingono alle icone antiche per trasfigurarle in visioni moderne. Le opere diventano così delle finestre aperte su un mondo dove il mito e la quotidianità si intrecciano, offrendo al visitatore una prospettiva inedita sulla complessità dell'anima caucasica e una ricerca di pace spirituale in armonia con la natura. La scelta del Museo Crocetti come sede dell’evento non è casuale: l’ambiente, dedicato alla memoria di uno dei più grandi scultori del Novecento, favorisce un incontro naturale tra la plasticità delle forme e la fluidità del segno pittorico georgiano. In questo contesto di sacralità e dedizione alla bellezza, la mostra indaga il dialogo tra il Mediterraneo occidentale e l’Est europeo, territori accomunati dalla stratificazione della fede e della materia, offrendo ai visitatori un codice visivo universale capace di superare ogni confine geografico. Opere di:Nino Kurashvili, Ia Arsenashvili, Mzekala Berdzenishvili, Medea Kirimeli, Ana Gemazashvili, Tina Balanchivadze -Dzneladze, Arsen Gvenetadze, Anastasia Khabuliani, Lia Sadagashvili, Laura Turmanidze, Nino Chkhetiani, Nana Baramidze, Sophio Beltadze, Sopio Urushadze, Marina Khachaturova, Tamar Kakabadze
Informazioni
Da sabato 24 a mercoledì 28 gennaio 2026Inaugurazione sabato 24 gennaio alle ore 17.30
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