
Il Vittoriano ospita la mostra Esuli Fiumani, Dalmati e Istriani (MEDIF) che, ottant’anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, ripercorre la storia degli esuli fiumani, dalmati e istriani, restituendo verità e dignità a una pagina della storia italiana per troppo tempo taciuta, minimizzata o dimenticata.
Il progetto nasce da un’iniziativa della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati (con il Coordinamento Adriatico, il Centro di Documentazione Multimediale e l’Associazione Nazionale Venezia, Giulia e Dalmazia), sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero della Cultura. A vent’anni dall’istituzione della Giornata del Ricordo (Legge 30 marzo 2004, n.92), e in considerazione del ruolo simbolico e patriottico rappresentato dal Monumento nazionale di Vittorio Emanuele II, viene così portata a compimento la volontà dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, cioè di concludere il percorso risorgimentale al Vittoriano con uno spazio dedicato alla memoria, che conduca il visitatore a ripercorrere l’italianità delle terre dell’Alto Adriatico Orientale.
Attraverso documenti, fotografie, oggetti e testimonianze dirette selezionati e organizzati da un comitato scientifico multidisciplinare, il percorso espositivo narrativo e dinamico - alloggiato nelle Sale del Grottone e curato dall’architetto Massimiliano Tita - è stato concepito per stimolare l’attenzione del visitatore attraverso variazioni di geometria e prospettiva. L’esperienza è guidata da due elementi principali: un involucro scuro e materico che richiama la densità della storia e un nastro in acciaio corten, continuo e sospeso, simbolo del viaggio nel tempo.
Molto ricco si rivela anche il percorso multimediale con installazioni interattive dai contenuti unici, che documentano gli eventi più importanti, le testimonianze dirette, i nomi e i volti dei protagonisti. Di grande impatto emotivo è inoltre un’installazione simbolica in memoria degli infoibati e di Norma Cossetto: si tratta di una sedia Thonet con un monocolo puntato su una rosa rossa tra le rocce. Il percorso della mostra si conclude con una sala multifunzionale destinata a eventi istituzionali, al cui centro troviamo la bandiera italiana insieme ai gonfaloni di Istria, Fiume e Zara.
Pensata come luogo vivo e accogliente, l’esposizione si rivolge in particolare ai giovani e agli studenti, ma è aperta a chiunque desideri dialogare con il passato, per costruire una coscienza storica condivisa in un contesto europeo, in modo che la storia del confine adriatico non sia più soltanto una ferita, ma diventi una frontiera di incontro e di dialogo.
Foto: turismoroma
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