Finissage di Lost at sea | Turismo Roma
Live Rome, discover Rome
Tourist services and cultural offer
+39060608
Your tailor-made trip

Social Block

You are here

Finissage di Lost at sea

La galleria Triphé presenta martedì 30 giugno, nei suoi spazi, un progetto interdisciplinare tra arte e musica che coinvolge l’artista Lou Duca con la sua mostra in corso Lost at Sea, a cura di Maria Laura Perilli, e l’esibizione musicale del soprano Maria Chiara Forte.Il programma musicale selezionato e la ricerca scultorea di Lou Duca, soprattutto per quanto concerne la serie sopracitata, presentano numerose affinità. Le composizioni musicali, sul piano sonoro, intercettano quel senso di frammentarietà e memoria del corpo presente nelle opere dell’artista.Il corpo come reliquia, traccia archeologica, voce residua.Infatti, la classicità nelle opere di Lou Duca non è vista come qualcosa di immobile, ma come memoria erosa, identità incompleta. I tagli e le ferite sulle sculture, e la materia sottratta, diventano elementi strutturali, così come il recupero di reperti e la loro rigenerazione attraverso il 3D, ampliando così l’idea di una seconda vita della materia.In Preludio di Fabrizio De Rossi Re, da Palestrina’s Secret Book, è evidente un rimando alla polifonia antica e al libro segreto, che non può non riconnettersi al concetto di memoria storica. Qui la musica diventa memoria sonora riattivata, la scultura una memoria corporea riemersa.In Tre frammenti su iscrizioni funerarie del I secolo d.C. di Giuseppe Agostini si rappresenta forse la sintonia maggiore con le opere di Lou Duca. Le iscrizioni funerarie sono paragonabili alle epigrafi del corpo delle sculture dell’antichità. La frammentazione, in Agostini e in Duca, ha quindi lo stesso ruolo: non mostrare ciò che manca, ma rendere visibile ciò che resta.Le opere in 3D accentuano ulteriormente questo aspetto: l’oggetto viene trasfigurato e diventa reliquia.Sempre con Fabrizio De Rossi Re, in Hora fugit viene presa in considerazione la variabile del tempo: un tempo che passa, fugge, si dissolve. Questo è riscontrabile anche nella sospensione e nell’erosione dei lavori di Lou Duca. In questo brano, dove è presente l’elettronica, non ci si può esimere da una dimensione artificiale e contemporanea che trova un parallelo nella modellazione 3D delle opere.In Giacinto Scelsi, con l’opera , la voce diventa evocazione, lavorando sul suono come vibrazione primordiale, quasi vicina al divino. Questa misticità si riscontra anche nelle opere di Lou Duca, dove il sacro si insinua come energia residua trasmessa dalle opere. La mutilazione nelle sculture non è assenza, ma apertura metafisica.Ciò che accomuna i due linguaggi, musicale e artistico, è la destrutturazione del canone classico. Il sacro viene scomposto per diventare un’esperienza contemporanea.In Luigi Ciuffa, con Salti nella nebbia, sembra quasi di percepire l’idea che le sculture di Lou Duca emergano dalla nebbia: corpi incompleti che tentano ancora una postura, una presenza, un’identità. In Luigi Ciuffa la voce perde il testo, il corpo perde il volto, ma l’emotività regna intensa.

Informations

When 
30 June 2026
POINT (12.4636215 41.9041402)
Contacts 
Website: 
www.triphe.it
Telephone: 
366 1128107
Facebook: 
http://it-it.facebook.com/galleriatriphe
Email: 
info@triphe.it
Timetables 

Martedì 30 giugno 2026 alle ore 19.00

Share Condividi

Location

Finissage di Lost at sea, Via delle Fosse di Castello, 2
Via delle Fosse di Castello, 2
41° 54' 14.904" N, 12° 27' 49.0392" E

Media gallery

Node Json Map Block

Interactive map

Choose events and services nearby