In occasione degli Ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, la Fondazione Roma presenta la mostra “Sulle tracce di Francesco. Arte, Restauro e Contemporaneità”, al Museo del Corso – Palazzo Sciarra Colonna. A cura di Alessandro Zuccari (Accademico dei Lincei e Professore emerito della Sapienza), l’esposizione propone un percorso per immagini dal tardo Duecento a oggi che evoca la figura del santo e l’attualità del suo messaggio di pace, fratellanza universale, armonia con la natura e cura del creato.
Il percorso riscopre così le impronte lasciate da Francesco nella coscienza civile e nel sentire religioso, mettendo in luce la straordinaria capacità del suo messaggio di parlare ancora al presente. Tra gli obiettivi principali figurano la promozione di nuove ricerche, la valorizzazione di soggetti inediti e il restauro di opere sostenuto dalla Fondazione.
Il percorso espositivo riunisce capolavori di grandi maestri del passato e testimonianze contemporanee: dai manoscritti miniati del Tre e Quattrocento – tra cui il raro Speculum humanae salvationis della Biblioteca Nazionale dei Lincei e Corsiniana – alle tele del Cinquecento e Seicento dedicate al misticismo e alle stimmate, con opere di Tiziano, El Greco, Federico Barocci, Ludovico Carracci, Caravaggio e Murillo. Tra queste spicca il San Francesco in preghiera di Caravaggio, testimonianza di una rappresentazione intensamente umana e contemplativa del santo.
L’itinerario prosegue nel Settecento con opere di Carlo Labruzzi, Biagio Miniera e Giovan Battista Piazzetta: di particolare rilievo l’Estasi di san Francesco , nella quale Piazzetta rappresenta il momento successivo alle stimmate traducendo la teatralità barocca in una religiosità più intima e raccolta. Il percorso attraversa quindi il Novecento con Duilio Cambellotti e Gino De Dominicis: nelle opere realizzate da Cambellotti, rondini, allodole e altri motivi naturali diventano simboli del rapporto armonico tra Francesco e il creato. Si giunge infine ai linguaggi d’arte contemporanea con Stefano Di Stasio, Omar Galliani, Fathina Ramos e Jaume Plensa. Stefano Di Stasio rilegge l’incontro tra il santo e il lupo ambientandolo nello scenario di una città moderna, mentre la scultura in vetro di Murano Scar di Fatinha Ramos propone una diversa riflessione sul rapporto con il creato, attraverso due alberi uniti dalle radici che evocano una natura viva con cui entrare in sintonia spirituale.
Infine, la mostra evidenzia il ruolo del restauro promosso dalla Fondazione Roma come atto concreto di cura e conservazione del patrimonio. L’evento avvia inoltre nuove ricerche sul legame tra Francesco e la capitale, presentandola con la ricostruzione del dossale musivo del Mosaico Colonna (XIII sec.) e una mappa dedicata ai primi luoghi e alle più antiche testimonianze francescane a Roma.
Informations
Da mercoledì a venerdì: 11:00 – 19:00 (ultimo ingresso 18:00)Sabato e domenica: 10:00 – 20:00 (ultimo ingresso 19:00)Lunedì e martedì: chiuso
Aperture straordinarie1 novembre 2026: 10:00 – 20:00 (ultimo ingresso 19:00)8 dicembre 2026: 10:00 – 20:00 (ultimo ingresso 19:00)25 dicembre 2026: 14:30 – 20:00 (ultimo ingresso 19:00)26 dicembre 2026: 10:00 – 20:00 (ultimo ingresso 19:00)31 dicembre 2026: 10:00 – 15:00 (ultimo ingresso 14:00)1 gennaio 2027: 14:30 – 20:00 (ultimo ingresso 19:00)6 gennaio 2027: 10:00 – 20:00 (ultimo ingresso 19:00)
Ingressi a fasce orarie con posti limitati.
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