Il nuovo spettacolo di LABirinti APS: voci e corpi dal passato per denunciare il sessismo di oggiQuattro donne, quattro storie. Uno spazio comune, il manicomio femminile, nell’arco di tempo fra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, un momento in cui in Italia si sviluppano e mettono radici insidiose teorie psichiatriche, che associano alla devianza la creatività e l’assertività di chi non accetta regole imposte.In scena una riflessione contemporanea su violenza di genere e controllo sociale sul corpo della donna, attraverso un linguaggio che è simbolo, archetipo, ma anche fisicità.Scritto e interpretato da Daria Di Bernardo, a cui si affianca nella regia Marianna Manca, il testo attinge a testimonianze e documenti storici, con un occhio privilegiato al periodo fascista, in cui la teoria tardottocentesca di Cesare Lombroso della donna cerebralmente inferiore e incline all’instabilità mentale germina negli stereotipi sessisti che ancora oggi si autoalimentano. Normale, secondo Lombroso, la donna incapace di formulare pensieri astratti e di prendere decisioni, concentrata sul ruolo di madre. Folle, la donna che riflette, pianifica, progetta, agisce il cambiamento. Ed è per questo che a seguito della legge manicomiale del 1904 divenne possibile l’internamento anche per comportamenti contrari “alla morale o all’ordine pubblico”: non a caso, all’alba dei movimenti di emancipazione femminile.
Il programma potrebbe subire variazioni
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Giovedì ore 21.00
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