Il fine settimana di una professoressa di lingue, di origini meridionali, trapiantata a Roma: Ida.
Una zitella zoppa, nella cui giornata, fatta di piccoli e grotteschi riti quotidiani, s’insinua qualcosa di torvo. La donna seduce Narciso, un idraulico più giovane di lei, e sembra avere macabri istinti anche su Marco, un adolescente a cui è solita dare ripetizioni pomeridiane. La casa, unico ambiente della pièce, specchio dei suoi frammenti identitari, assume man mano un aspetto inquietante; in realtà, l’autore si diverte con lo spettatore, e sembra volerne sfidare l’indole voyeuristica e la tendenza a giudicare; Ruccello, infatti, definisce questo testo un esperimento sullo spettatore.
Le scene, una dopo l’altra, svelano un diverso aspetto dei personaggi, offrendo loro un’altra possibilità, un’umanità toccante, che modifica via via qualunque affrettata valutazione. Anche la lingua si trasforma diventando difesa, riparo dal mondo circostante; attraverso l’involucro protettivo del dialetto la protagonista sprofonda in un mondo ancestrale fatto di ricordi trasportando la realtà nella dimensione onirica della fiaba.
L’ isolamento di Ida acquista ora una struggente vitalità.
Il programma potrebbe subire variazioni
Informations
Dal giovedì al sabato alle 20:00Domenica alle 18:00
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