Il festival di jazz e musiche improvvisate UNA STRISCIA DI TERRA FECONDA, fondato e diretto da Paolo Damiani e da Armand Meignan, è nato nel 1998 per promuovere innovazione e ricerca, valorizzando la diversità musicale e coinvolgendo non solo artisti assai noti ma anche nuovi talenti, invitati ad esibirsi in contesti di notevole prestigio, grazie al Premio Siae e alle residenze: 4-5 artisti- spesso senza mai essersi incontrati prima – provano per 3-4 giorni le loro composizioni, creando così nuovi gruppi e repertori, a volte registrati su disco e diffusi grazie a Radio3; l’obiettivo è sostenere forme e linguaggi musicali contemporanei, sperimentali, ibridi, che vadano oltre i generi tradizionali, promuovendo anche l’incontro tra musica e altre discipline- letteratura, video, danza- verso l’interdisciplinarietà.
Il festival esiste quindi per sostenere e valorizzare la cultura musicale del jazz più sperimentale, favorendo l’accesso e la partecipazione ad eventi di alta qualità. Attraverso una serie di azioni mirate, intende sviluppare una proposta culturale che coinvolga il pubblico più vario e al tempo stesso sia in grado di attrarre nuove generazioni, promuovendo il jazz contemporaneo e le musiche improvvisate come patrimonio culturale vivo e dinamico. La manifestazione rappresenta da decenni un modello di approccio artigianale all’azione culturale , ogni concerto è un pezzo unico, progettato in piccola scala e che deve poter esistere accanto ai grandi eventi. Incarniamo una diversità molto più ricca di quella promessa da algoritmi che ne ignorano spessore e poetica, privilegiando i tempi medio-lunghi della creazione artistica e oltre le logiche dello sbigliettamento, dei grandi numeri, delle visualizzazioni su Spotify.
Nel 2026 i concerti si svolgono a Roma presso la Casa del Jazz , il Museo Macro, il Teatro Tor Bella Monaca, ma anche nel Lazio, al castello di Santa Severa e all’Auditorium ‘R. Trenta’ di Velletri.
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