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QUELLI CHE RESTANO

soggetto e drammaturgia Marta Ferrarini ed Emanuela Vinciregia Davide Celonacon Marta Ferrarini, Leonardo Lutrario, Luca Molinari, Emanuela Vincisupervisione drammaturgica Giovanni Bonaccidisegno luci Marco Laudandosi ringrazia Gianni Clementi
In occasione della Rassegna di drammaturgia italiana contemporanea EXPO- Teatro Italiano Contemporaneo, torna in scena al Teatro Belli di Roma, QUELLI CHE RESTANO, il progetto teatrale firmato da Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci, uno spettacolo che indaga il lutto, il branco, le famiglie e le assenze.
Un gruppo di quattro amici – Nadia, Emma, Flavio e Jacopo – si ritrova nel parchetto trasandato che frequentavano spesso da ragazzini; manca un’ora al funerale di Milo, il loro quinto, che si è appena suicidato. La ferita di essere stati cacciati dalla camera mortuaria dalla famiglia dell’amico porta questi giovani adulti a riflettere su una decisione importante: partecipare o meno al suo funerale. Mentre il tempo scorre, il loro confronto diventa un'esplorazione cruda e sincera del dolore e della perdita, portando a galla non solo le loro storie, verità scomode e dinamiche nascoste, ma anche i loro conflitti familiari e quelli generazionali.
Noi siamo il risultato delle presenze e delle assenze della nostra vita e spesso le persone a cui ci leghiamo portano delle ferite simili alle nostre.
Il progetto nasce dalla riflessione delle autrici sulla loro esperienza di figlie, dei padri e delle madri, e di cosa abbia significato la loro presenza o la loro assenza.
Cosa significa quindi essere figli? Qual è l'eredità che le nostre famiglie ci lasciano? E quanto questa viene sporcata dalla società?
Lo spettacolo è l’opera prima di Marta Ferrarini ed Emanuela Vinci ed è uno dei cinque progetti vincitori della sezione Teatro del bando Labor Work di DiscoLazio, indetto da Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini.
I quattro protagonisti affrontano la perdita di un amico, un evento traumatico che li costringe, in qualche modo, a dover stare nel dolore.
Stare nel dolore significa guardarsi dentro e finire per ritrovare tutto il marcio, e nel caso di Nadia, Emma, Flavio e Jacopo, il marcio ha il volto delle loro famiglie… e forse anche di quella di Milo.
Il linguaggio sperimentale ricerca questa complessità, a partire dalla struttura drammaturgica. La storia si sviluppa su due piani diversi di narrazione che si intrecciano: il primo è quello del presente, in cui si vedranno i personaggi vivere, passo per passo, l’ora che precede il funerale dell’amico; il secondo è un piano di astrazione, in cui in scena prendono vita momenti del passato e movimenti interiori dei protagonisti.
I personaggi si muovono, quindi, dentro ferite ereditarie, ma anche dentro un’ostinata ricerca di senso e di appartenenza. Il loro legame prende la forma di un branco: un luogo comodo, in cui imparano a sopravvivere.
Qui si scoprono vulnerabili e si riconoscono nel compagno. Non sono né eroi né vittime: sono umani, contraddittori, sono quelli che restano.
Nonostante i temi trattati, il tono e lo stile sono dissacranti e puntano a far vivere allo spettatore una montagna russa emotiva. Alla parola si uniscono corpo e musica come medium evocativi, in modo da indagare sfumature diverse.
Un gruppo di ragazzi, un posto vuoto e il silenzio che fa più rumore delle parole. QUELLI CHE RESTANO è il racconto di chi resta, perché andarsene non è concesso a tutti.

Informations

When 
from 27 February 2026 to 1 March 2026
Where 
POINT (12.47079665 41.88986502)
Timetables 

Da venerdì 27 febbraio a domenica 1 marzo 2026venerdì 27 febbraio alle ore 21.00, sabato 28 febbraio alle ore 19.00, domenica 1 marzo alle ore 17.00

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Location

QUELLI CHE RESTANO, PIAZZA DI S. APOLLONIA, 11
PIAZZA DI S. APOLLONIA, 11
41° 53' 23.514" N, 12° 28' 14.8692" E

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