Il Polo Museale - Sapienza Cultura, ospita dal 10 giugno all’8 luglio, presso il Museo Laboratorio di Arte contemporanea (Mlac), la mostra fotografica Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, promossa da Archivio Basaglia e Il Saggiatore.L’esposizione propone una selezione degli scatti realizzati dai due fotografi per il volume Morire di classe, curato da Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia e pubblicato nel 1969 da Il Saggiatore.Le immagini restituiscono la cruda realtà dei manicomi della fine degli anni ’60: luoghi di contenzione per malati mentali, poveri, emarginati, reietti e donne il cui comportamento veniva giudicato deviante rispetto alle norme sociali.Morire di classe si colloca nel più ampio impegno di Franco Basaglia e di Franca Ongaro Basaglia per la riforma psichiatrica, con la denuncia degli ospedali psichiatrici come luoghi di segregazione e di coercizione, e il libro fotografico contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica e ad alimentare il dibattito politico e culturale che portò nel 1978 all’approvazione della Legge 180 e alla progressiva chiusura dei manicomi con l’avvio di un nuovo modello di assistenza psichiatrica fondato sulla tutela della dignità e della libertà della persona.La mostra si inaugura mercoledì 10 giugno alle ore 17.00 presso il Museo Laboratorio di Arte contemporanea con i saluti di Marco Benvenuti, presidente del Polo museale Sapienza Cultura, a cui segue una tavola rotonda dal titolo Basaglia oggi. Sono presenti Alberta Basaglia, Giovanna Del Giudice, Silvia Jop, Daniele Piccione, Ciro Tarantino. Il coordinamento è affidato a Laura Michetti, coordinatrice della Sezione Musei del Polo Museale - Sapienza Cultura.Il Mlac ha scelto di arricchire il percorso con una selezione ragionata di libri e saggi di Franco Basaglia e di Franca Ongaro Basaglia, nonché di documenti riguardanti iniziative che nel tempo hanno tenuto vivo lo spirito della riforma. La sezione bibliografica permette di approfondire il solido impianto teorico che ha guidato la rivoluzione psichiatrica in Italia e la sua viva e duratura eredità nel presente. Dall’Istituzione negata (1968) ai lavori teorici di Franca Ongaro sulla condizione femminile e sociale, i materiali esposti offrono ai visitatori e agli studenti universitari gli strumenti critici per comprendere come il pensiero filosofico sia stato tradotto in azione politica e legislativa.Il programma della manifestazione prosegue con una serie di iniziative collegate al tema: giovedì 11 giugno alle ore 19.00 presso il Nuovo Teatro Ateneo, si tiene la proiezione del film Bobo (2025) alla presenza del regista Pippo Delbono. Il film, presentato in anteprima al Festival di Locarno, intreccia immagini d’archivio e attuali, palcoscenico e intimità domestica attorno alla figura di Bobò, rinchiuso per quarant’anni in un manicomio senza che nessuno sapesse il suo nome; giovedì 25 giugno alle ore 17.00, presso il Mlac si tiene l’incontro Riflettere sulle pratiche dell’esclusione ieri e oggi con la discussione sugli approfondimenti condotti da studentesse e studenti sulla storia e l’attualità della deistituzionalizzazione del disagio psichico.
Informations
Da mercoledì 10 giugno a mercoledì 8 luglio 2026Inaugurazione della mostra mercoledì10 giugno 2026, alle ore 17.00
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