Sembra ieri, ma in realtà sono già passati quasi vent’anni. Era il 2008, “Carboniferous” sarebbe uscito solo l’anno successivo per la californiana Ipecac Recordings e sul palco dell’ancora attivissimo Circolo degli Artisti si esibiscono gli Zu insieme a Mike Patton (Faith No More, Mr. Bungle e Fantomas) introdotti da Danny DeVito. Cose così a Roma sono rimaste scolpite nella leggenda e da allora gli Zu si sono fermati e hanno ricominciato più volte, Jacopo Battaglia ha lasciato il suo sgabello dietro la batteria per essere sostituito da Gabe Serbian e poi da Tomas Järmyr, per ritornare in occasione del decennale di Carboniferous e scomparire di nuovo.
Passano gli anni, ma arriva il 2024 e tutto inizia a prendere nuovamente forma. Massimo Pupillo e Luca T. Mai tornano finalmente a fare sventolare alta la bandiera degli Zu - per l’occasione come RuinsZu - attraversando mezza Europa dopo aver incrociato i loro strumenti con Tatsuya Yoshida, voce e batteria dei giapponesi Ruins, che da anni porta avanti in solo il progetto Ruins Alone. A Roma si esibiscono all’Eur Social Park per il Subsound Fest, celebrando l’etichetta romana che nel frattempo aveva fatto uscire per la prima volta in vinile “Bromio” del 1999 e “The Lost Demo” su 12” che, come suggerisce il titolo, è proprio quel demo che circolava in cassetta quasi trent’anni fa. Da quel tour come RuinsZu verrà successivamente pubblicato “Jazzisdead Live”, registrato al festival torinese, ma i nuovi Zu sono ormai una realtà.
Arriva Paolo Mongardi (Fuzz Orchestra, Zeus e Traum) alla batteria, inizia una serie di date che sembra non conoscere fine e, ad inizio 2026, esce “Ferrum Sidereum” su House of Mythology, che nel corso dell’anno abbiamo visto più volte presentare sui palchi romani di fronte ad un pubblico sempre crescente, addirittura strabordante come nel caso del primo maggio al Forte Prenestino. Le sorprese però sembrano destinate a non avere una fine ed ecco che nel bel mezzo del tour autunnale vengono inserite quattro date speciali in cui i nostri divideranno il palco con Jarboe, a continuare l’infinita serie di collaborazioni che hanno caratterizzato la loro storia.
Cantante, icona della scena sperimentale newyorkese, Jarboe ha legato il suo nome agli Swans - di cui è stata l'unico membro fisso insieme a Michael Gira dal 1985 al 1997 - ed a Skin, progetto parallelo agli Swans sviluppato come duo con lo stesso Gira, ma non possiamo non ricordare l’album realizzato con i Neurosis nel 2003 o il recentissimo Sightings che la vede insieme, fra gli altri, all’ex Swans Thor Harris ed a Freddie Murphy e Chiara Lee degli indimenticati Father Murphy. A Roma manca dal 2013, quando si esibì al Dal Verme accompagnata dalla chitarra di P. Emerson Williams (Veil of Thorns), motivo in più per non mancare questa occasione, probabilmente unica.
Il programma potrebbe subire variazioni
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Mercoledì ore 21.00
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