
Dalle Metamorfosi del poeta latino Ovidio alla filosofia taoista, dalla cultura occidentale a quella orientale, dall’antico al contemporaneo: le aule X, XI e XI bis delle Terme di Diocleziano (una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano) ospitano la mostra personale dell’artista Wu Jian’an (Pechino, 1980), la prima allestita in un museo italiano.
Tra grandi installazioni site-specific e opere su scale diverse dallo spettacolare impatto estetico, le monumentali rovine delle terme romane si trasformano in un “teatro” visivo suggestivo e simbolico, in cui si intrecciano immagini, mitologia e figura umana: un viaggio immersivo attraverso i diversi materiali e le tecniche innovative che definiscono la pratica artistica del maestro cinese, dal vetro di Murano soffiato a mano al cuoio e al collage, e che offrono ai visitatori una chiave per comprendere le profondità dell’arte cinese e le sue connessioni con la parallela e distinta cultura greca e romana.
Con un percorso che attraversa le epoche e fa dialogare sistemi culturali differenti, le opere di Wu Jian’an – inserite nel contesto architettonico di un luogo storicamente legato ai concetti di passaggio, mutamento e ciclicità – riflettono sulla trasformazione, sul cambiamento, sulla continuità e sulla reinvenzione come condizione strutturale dell’esistenza attingendo tanto alla mitologia romana classica e alle tradizioni filosofiche orientali quanto alla letteratura occidentale, e includendo riferimenti che spaziano da Ovidio a Kafka.
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