Un ciclo di Conversazioni di scena, Reading, Lezioni/Spettacolo, Spettacoli, Mise en espace, Laboratorio che, prendendo spunto dalla ricorrenza nel 2026 del 120° anniversario della morte di Adelaide Ristori (1822-1906) vuole ricordare l’attrice straordinaria, eccellenza in patria, e nel mondo del Teatro italiano dell‘800 e primo ‘900. La sua storia - una formazione di Figlia d’Arte, uno straordinario repertorio di personaggi tragici-, il suo impegno radicale per un rinnovamento formale ed intellettuale della scena nazionale, la sua passione civile per il Risorgimento italiano come ebbe a dire Cavour «il più efficace cooperatore dei negozi diplomatici» con il suo «patriottico apostolato». Saranno poi affrontati temi e figure del Teatro italiano a Ristori coevo, e quindi la sua eredità nel secondo ‘800 e primo ‘900. Il Teatro all’antica italiana, il Grande Attore: Tommaso Salvini, Ernesto Rossi; la rivoluzione di Eleonora Duse; il tramonto del Grande Attore; Silvio D’amico e l’Accademia nazionale d’Arte drammatica; la tempesta di Tatiana Pavlova; la nascita della prima regìa italiana con Guido Salvini; la nuova drammaturgia del primo ‘900; la passione risorgimentale dei Grandi Attori; la vita, l’impegno civile e la pratica scenica raccontata nelle autobiografie e negli scambi epistolari dei protagonisti della scena artistica e pubblica (Ristori, Duse, Salvini, Rossi, Boito, D’Annunzio, Cavour, Volkov); la condivisione di temi e personaggi tra Teatro e Melodramma; l’incontro con la nuova espressione storica e drammatica delle immagini in movimento del Cinema. Due secoli di Teatro che è mutato e cresciuto nella continuità con la Tradizione. Invenzione, ricerca e sperimentazione che hanno avuto al centro -con la regìa, il decentramento degli spazi, il contributo economico dello Stato- soprattutto l’Attore, lievito madre del Teatro, con il suo rigore, la sua presenza, la sua capacità di suscitare la sorpresa del sentimento, provocare la curiosità e il desiderio di conoscere.
Giovedì 22 ottobre ore 18.30Lezione/spettacoloGuido Salvini, la nascita della prima regìa italianaGuido Salvini, nipote del grande Tommaso, erede di una famiglia vocata al Teatro, ed ora alla pittura, al giornalismo, si accosta alle scene subito dopo la Prima guerra mondiale. Sarà assistente di Luigi Pirandello al Teatro d’Arte, intraprendendo poi una carriera autonoma ed autorevole di regista teatrale. Ruolo questo, che anche per le riuscite esperienze europee -Copeau, Stanislavskij, Antoine, Reinhardt- troverà spazio e credibilità crescenti in Italia. Regista misurato, attento al rispetto puntuale della drammaturgia, pure sarà autore di una notevole evoluzione del teatro nazionale, dirigendo dagli anni ’20 agli anni ’50 molte delle più importanti attrici ed attori italiani. Scene, costumi, armonia dell’insieme costituiranno una salutare risposta alla approssimazione di molte Compagnie di repertorio, eredi di una tradizione ottocentesca ormai destinata al tramonto.A cura di Giancarlo Sammartano
Mercoledì 11 novembre ore 18.30Conversazione di scenaSilvio d’Amico. La critica teatrale, l’Accademia nazionale d’Arte drammaticaLa testimonianza della vita e l’opera di Silvio d’Amico, uno straordinario uomo di libro e di scena, critico teatrale, che con il suo multiforme impegno ha segnato la via della ricerca storica sul teatro italiano, autore di coraggiose battaglie per il rinnovamento artistico della scena nazionale. Saranno ricordate la sua imponente Storia del Teatro e dello spettacolo e la fondazione dell’“Enciclopedia dello Spettacolo”; nonché la direzione della Règia Scuola di Recitazione “Eleonora Duse” nel 1935, trasformata radicalmente nei contenuti e nel titolo -che conserva tuttora- di Accademia nazionale d’Arte drammatica. Scuola di eccellenza, in cui saranno formati gli attori e le attrici che costituiranno il patrimonio artistico del teatro italiano del secondo dopoguerra.A cura di Guido Di Palma
Giovedì 19 novembre ore 18.30ReadingIl Risorgimento italiano del Teatro e la nuova drammaturgia italiana tra ‘800 e ‘900Il lungo tratto degli anni del Risorgimento influenzerà profondamente, pur nelle remore della censura austroungarica, dello Stato Pontificio, del Reame delle Due Sicilie, il fervore patriottico e rivoluzionario di molte prime attrici ed attori; come Adelaide Ristori, Giacinta Pezzana, Gustavo Modena, Tommaso Salvini, Ernesto Rossi. Un vento nuovo di cambiamento, uno spirito di difesa e rivalsa in nome dell’italianità nascente attraverserà buona parte del teatro italiano, cercando nei testi più diversi metafore cifrate del presente.La ricerca, spesso frenetica, di nuovi copioni teatrali (Le Compagnie avranno, per esigenze di tenitura nelle grandi città, fino a dodici spettacoli in repertorio) alimenterà un insieme di proposte straordinario, accostando al teatro scrittori, giornalisti, semplici amatori della scrittura. Dal verismo di Roberto Bracco, Paolo Giacometti, Giuseppe Giacosa al grottesco di Luigi Chiarelli, Enrico Cavacchioli, Luigi Antonelli. Testi spesso destinati ad essere manipolati nel senso, tagliati sbrigativamente dai Capocomici.A cura di Giuseppe Manfridi
Domenica 22 novembre ore 10-13LaboratorioAlessandro Manzoni in scenaIl laboratorio -aperto a tutti, a cui non è richiesta esperienza teatrale- propone un viaggio nel teatro tragico di Alessandro Manzoni, attraverso l’esplorazione di Adelchi e Il conte di Carmagnola. Due opere che mettono in scena conflitti profondi tra individuo e storia, potere e coscienza, destino e libertà.Attraverso esercizi di lettura espressiva, improvvisazione e costruzione scenica, i partecipanti saranno guidati a scoprire la forza poetica e drammatica dei testi manzoniani. Il lavoro si concentrerà sull’analisi dei personaggi, sul valore della parola teatrale e sulla resa corporea ed emotiva dei conflitti interiori che attraversano le due tragedie.Il laboratorio offrirà uno spazio creativo in cui confrontarsi con temi universali come la giustizia, il tradimento, la fede e il senso della storia, rendendo vivi e attuali i versi di Manzoni. Obiettivo finale sarà la costruzione di una restituzione scenica, frutto del percorso condiviso, in cui i partecipanti daranno voce e corpo ai personaggi delle due opere.A cura di Sergio Basile – (max 25 partecipanti)
Giovedì 26 novembre ore 18.30Lezione/SpettacoloIl cinema italiano sul Risorgimento e l’Unità d’Italia Il Risorgimento italiano, con il suo intreccio di passioni politiche, lotte sociali e figure carismatiche, è stato fin dalle origini del cinema una fonte ricchissima di ispirazione. Raccontare questo periodo attraverso le immagini significa confrontarsi non solo con gli eventi storici, ma anche con i modi in cui diverse epoche hanno interpretato e ridefinito il mito dell’Unità nazionale. Il cinema ha rappresentato il Risorgimento, oscillando tra celebrazione patriottica, critica ideologica e rilettura intimista, continuando a parlare al nostro immaginario collettivo e a offrirci strumenti per riflettere sulla nostra identità nazionale. Tra le pellicole più significative 1860 di Alessandro Blasetti, Piccolo mondo antico di Mario Soldati, Viva l’Italia! di Roberto Rossellini, Senso e Il Gattopardo di Luchino Visconti, Bronte di Florestano Vancini, Allonsanfàn di Paolo e Vittorio Taviani, In nome del Papa Re, In nome del popolo sovrano di Luigi Magni, I Vicerè di Roberto Faenza, Noi credevamo di Mario Martone, Rapito di Marco Bellocchio, L’Abbaglio di Roberto AndòA cura di Francesco Crispino
Sabato 28 novembre ore 10-13LaboratorioAlessandro Manzoni in scenaIl laboratorio -aperto a tutti, a cui non è richiesta esperienza teatrale- propone un viaggio nel teatro tragico di Alessandro Manzoni, attraverso l’esplorazione di Adelchi e Il conte di Carmagnola. Due opere che mettono in scena conflitti profondi tra individuo e storia, potere e coscienza, destino e libertà.Attraverso esercizi di lettura espressiva, improvvisazione e costruzione scenica, i partecipanti saranno guidati a scoprire la forza poetica e drammatica dei testi manzoniani. Il lavoro si concentrerà sull’analisi dei personaggi, sul valore della parola teatrale e sulla resa corporea ed emotiva dei conflitti interiori che attraversano le due tragedie.Il laboratorio offrirà uno spazio creativo in cui confrontarsi con temi universali come la giustizia, il tradimento, la fede e il senso della storia, rendendo vivi e attuali i versi di Manzoni. Obiettivo finale sarà la costruzione di una restituzione scenica, frutto del percorso condiviso, in cui i partecipanti daranno voce e corpo ai personaggi delle due opere.A cura di Sergio Basile – (max 25 partecipanti)
Domenica 29 novembre ore 10-13Laboratorio e RESTITUZIONE AL PUBBLICOAlessandro Manzoni in scenaIl laboratorio -aperto a tutti, a cui non è richiesta esperienza teatrale- propone un viaggio nel teatro tragico di Alessandro Manzoni, attraverso l’esplorazione di Adelchi e Il conte di Carmagnola. Due opere che mettono in scena conflitti profondi tra individuo e storia, potere e coscienza, destino e libertà.Attraverso esercizi di lettura espressiva, improvvisazione e costruzione scenica, i partecipanti saranno guidati a scoprire la forza poetica e drammatica dei testi manzoniani. Il lavoro si concentrerà sull’analisi dei personaggi, sul valore della parola teatrale e sulla resa corporea ed emotiva dei conflitti interiori che attraversano le due tragedie.Il laboratorio offrirà uno spazio creativo in cui confrontarsi con temi universali come la giustizia, il tradimento, la fede e il senso della storia, rendendo vivi e attuali i versi di Manzoni. Obiettivo finale sarà la costruzione di una restituzione scenica, frutto del percorso condiviso, in cui i partecipanti daranno voce e corpo ai personaggi delle due opere.A cura di Sergio Basile (max 25 partecipanti)
Martedì 8 dicembre ore 18.30Mise en espaceAdelaide Ristori, il suo volto, le maschere dei suoi tanti personaggiVasto il repertorio degli spettacoli dell’attrice, come quello dei suoi personaggi, le eroine tragiche della drammaturgia italiana ed europea. Tra le altre: Francesca da Rimini di Silvio Pellico, Fedra di Jean Racine, Maria Stuarda di Friedrich Schiller, Pia de’ Tolomei di Carlo Marenco, Mirra di Vittorio Alfieri, Medea di Ernest Legouvé, Elisabetta regina d’Inghilterra di Paolo Giacometti, Lady Macbeth di William Shakespeare.A cura di Alessia Oteri
Giovedì 10 dicembre ore 18.30Lezione/SpettacoloTatiana Pavlova, aura di Russia, scena, regìa, insegnamentoL’avventurosa storia di Tatiana Pavlova, russa bianca in fuga dal suo paese ormai totalmente governato dal comunismo sovietico. Sbarcata a Messina da Costantinopoli, decide di stabilirsi in Italia, dove inizierà la sua fulminante carriera teatrale. Interprete e poi regista, imporrà nuovi modi di recitazione -asciutta eppure emozionale- e di regìa, curando ogni dettaglio della scenografia, dei costumi, della musica. Metterà in scena dal 1923 al 1959 -tra gli altri- Resurrezione di Lev Tolstoj, Mirra Efros di Jacob Gordin, L’uragano di Aleksandr Ostrovskij, L’avventura terrestre, Marionette, che passione!, Una cosa di carne, La scala, Tra vestiti che ballano di Rosso di San Secondo, Nostra Dea di Massimo Bontempelli, Medea di Corrado Alvaro. Dal 1935 al 1939 sarà docente di regìa presso la rinnovata Regia Accademia d’Arte drammatica diretta da Silvio d’Amico.A cura di Giancarlo Sammartano
Martedì 15 dicembre ore 18.30Conversazione di scenaDal palcoscenico al set cinematograficoIl nascente cinema italiano con i suoi primi film muti, scanditi dalle didascalie e dalla musica dal vivo, guarderà ai repertori del teatro, ad attrici -tra tutte Eleonora Duse e Tatiana Pavlova- ed attori eminentemente teatrali, cercando nella loro espressività le fondamenta di un genere nuovo che da mera fotografia in movimento mira allo statuto di una vera drammaturgia.A cura di Francesco Crispino
17 dicembre ore 20.30SpettacoloIl buco nel siparioScritto e diretto da Alessia OteriGiovani attrici ed attori drammatizzano -con stupore e poi crescente curiosità e partecipazione- il racconto della vita quotidiana delle Compagnie teatrali– le Ditte- di fine ‘800 e primo ‘900. Un Teatro con la sua cultura materiale, il suggeritore, i repertori, sempre in cerca di novità, i ruoli, le scene di carta, il baule dei capetti. Un Teatro -che Sergio Tofano ha mirabilmente raccontato nel suo libro Il Teatro all’antica italiana- microsocietà di Figli d’Arte destinati a divenire “luminosi relitti sulle sponde del Teatro”, che pure conserva il fascino di una stagione d’oro del Teatro, ingenua come un presepe itinerante, fiera della sua diversità.Compagnia METIS TEATRO LABORATORIO
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