A quattro secoli dalla Dedicazione della Basilica di San Pietro (18 novembre 1626), la mostra intende celebrare quell’evento come momento fondativo della Chiesa Romana e dell’arte barocca al suo servizio. Gli arazzi della Manifattura Barberini, Urbano VIII dedica la Basilica di San Pietro e la Resurrezione di Cristo - quest’ultimo a evocare la Santa Pasqua - sono strumenti di memoria dell’unica manifattura romana in grado di competere con le grandi officine straniere, traducendo in tessuto la solennità liturgica e politica del pontificato di Urbano VIII (1623-1644).La mostra è organizzata in sinergia e stretta collaborazione con la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Fabbrica di San Pietro, ed è allestita nelle Sale XVII e XVIII della Pinacoteca Vaticana.Benché di breve vita (1627-1679) - illustra Alessandra Rodolfo (responsabile del Reparto per l’Arte dei secoli XVII-XVIII e del Reparto Arazzi e Tessuti dei Musei Vaticani) e curatrice dell’esposizione - l’arazzeria Barberini rappresentò un esempio di eccellenza artistica a Roma, capace di unire qualità e innovazione e di rafforzare la visibilità culturale e politica della città nel Seicento europeo.Nella Sala XVII della Pinacoteca è esposto l’arazzo raffigurante la Resurrezione di Cristo, appartenente alla serie della Vita di Cristo (1643-1656). L’opera è accompagnata dalla riproduzione del cartone preparatorio impiegato per la tessitura, eseguito dal pittore viterbese Giovan Francesco Romanelli (oggi conservato a Palazzo Barberini). La Sala XVIII ospita invece il busto di Urbano VIII Barberini (1632- 1633) di Giovan Lorenzo Bernini, in prestito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Il busto bronzeo, in origine collocato negli ambienti della Biblioteca di Palazzo Barberini, è esposto accanto all’arazzo Urbano VIII dedica la Basilica di San Pietro, appartenente alla serie Vita di Urbano VIII (1663-1679).Sempre dalle collezioni della Biblioteca Apostolica Vaticana, Dipartimento del Gabinetto Numismatico, provengono due medaglie di Gaspare Mola relative all’evento.La Fabbrica di San Pietro ha concesso in prestito un Diario della Basilica del 1626, raro documento, proveniente dall’Archivio del Capitolo di San Pietro, che descrive la cerimonia della Dedicazione.Le opere esposte - commenta il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta - offrono l’occasione per rievocare un momento di particolare rilievo sia storico che simbolico, volto a riaffermare il luogo che custodisce la Confessio dell’apostolo Pietro come fondamento visibile del primato della Chiesa romana, che le tre istituzioni vaticane, Fabbrica di San Pietro, Biblioteca Apostolica Vaticana e Musei Vaticani, hanno inteso celebrare insieme.La Dedicazione o Consacrazione della Basilica di San Pietro - aggiunge Pietro Zander, responsabile Beni Artistici della Fabbrica di San Pietro - fu un avvenimento di grande importanza simbolica ed ecclesiale, celebrato da Urbano VIII Barberini il 18 novembre del 1626 a suggello del completamento strutturale del nuovo edificio, il cui cantiere si era protratto per più di un secolo: dalla posa della prima pietra il 18 aprile 1506, alla conclusione della facciata nel 1612.
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Lunedì 30 marzo 2026, l'orario segue quello dei musei
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