performance multimediale ispirata a “Le città invisibili” di Italo Calvinoa cura di qwatz, contemporary art platformconcept e produzione Ipologicavoce e FX Pentesileasound design e live electronics Fabio Sestiliscenografia multimediale Daniele Giuffridaprogetto quadro Contesti — format per reinterpretazioni multimediali di testi letterari italiani
Lo Spazio Rossellini si trasforma in una soglia. Non un palcoscenico, ma un atlante sensibile. CITTÀ INVISIBILI è una performance multimediale che attraversa e reinventa l’universo de Le città invisibili di Italo Calvino,assumendone l’architettura combinatoria come partitura viva.A cura di qwatz, contemporary art platform, con concept e produzione Ipologica, il progetto abita il formato Contesti — dispositivo per reinterpretazioni multimediali di testi letterari italiani — e ne radicalizza la vocazione: non illustrare il testo, ma abitarlo; non commentarlo, ma metterlo in vibrazione.La voce e gli FX di Pentesilea non si limitano a narrare: scavano. La parola si frantuma, si dilata, si moltiplica in echi che si rincorrono tra memoria e desiderio. Il sound design e le live electronics di Fabio Sestili costruiscono un paesaggio acustico stratificato, dove ogni città è un organismo sonoro: pulsazione, respiro, attrito. La scenografia multimediale di Daniele Giuffrida non rappresenta: evoca. Superfici, proiezioni, interferenze luminose compongono una cartografia instabile, in cui lo sguardo è chiamato a orientarsi e a perdersi.“Le descrizioni di città visitate da Marco Polo avevano questa dote: che ci si poteva girare in mezzo col pensiero, perdercisi, fermarsi a prendere il fresco, o scappare via di corsa.” Le Città Invisibili di Italo Calvino sono mappe immaginarie dove spazio, tempo e pensiero si dissolvono. Da questo universo poetico nasce Città Invisibili, una performance multimediale che ne traduce l’intensità letteraria in un linguaggio fatto di suono, voce e immagini. La scena diventa il luogo in cui il viaggiatore-spettatore si muove senza spostarsi fisicamente, accompagnato da un flusso che non è mai lineare, ma circolare e mutevole come le città descritte da Marco Polo a Kublai Khan. Il pubblico viene immerso in un paesaggio sensoriale: le parole scelte dal testo prendono vita attraverso la voce di Pentesilea, che modula il racconto trasformandolo in materia viva, organica e sonora; il sound design di Fabio Sestili stratifica atmosfere elettroniche che oscillano tra rarefazione e intensità, aprendo spazi immaginativi variegati; la scenografia multimediale di Daniele Giuffrida crea proiezioni e geometrie luminose che dialogano in tempo reale con la narrazione, costruendo e dissolvendo città fatte di luce e di colori.COSA SI VEDENon scenari realistici, ma paesaggi visivi astratti, frammenti architettonici, geometrie digitali che emergono e svaniscono, come le città costruite da Calvino. Immagini liquide che si trasformano, riflettono e moltiplicano lo spazio, invitando lo spettatore a perdersi in esse.COSA SI SENTEUn tessuto sonoro elettronico in cui ritmo, frequenze e silenzi diventano parte della drammaturgia. Ogni città è un’atmosfera: ora sospesa e rarefatta, ora densa e pulsante, fino a trasformarsi in un paesaggio quasi tridimensionale.COSA SI PROVALa sensazione di attraversare mondi che non esistono ma che, per la durata dell’esperienza, diventano reali. Come nel libro, il pubblico è libero di sostare, abbandonarsi, lasciarsi guidare, sperimentando il piacere di un viaggio che è al tempo stesso intimo e collettivo. Il legame con Calvino è diretto e profondo: non si tratta di illustrare il libro, ma di trasporne la poetica in un dispositivo scenico. La leggerezza, l’invisibilità, la molteplicità – tratti fondamentali della scrittura calviniana – trovano corrispondenza nella smaterializzazione delle forme visive e nell’intreccio dei linguaggi artistici. Come le città del libro anche la performance invita a un continuo attraversamento. Quello che rende unica questa esperienza è proprio la contaminazione fra linguaggi: la parola diventa suono, il suono diventa immagine, l’immagine diventa paesaggio emotivo. Lo spettatore non riceve un racconto lineare, ma vive un viaggio multisensoriale che dialoga con la letteratura e la amplifica. L’impatto emotivo nasce dalla fusione di tre forze creative che, pur differenti, si intrecciano per costruire una geografia percettiva nuova. Città Invisibili fa parte di Contesti, un format artistico più ampio di Ipologica che mira a rileggere i grandi testi della letteratura italiana attraverso l’ibridazione di linguaggi contemporanei. Questo format, aperto e adattabile, permette di creare nuove performance multimediali ispirate ad altri autori, autrici e opere: ogni capitolo un mondo a sé, ogni esperienza un diverso viaggio sensoriale.
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ore 21:00
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