I lavori di Maria Laura BALESTRA, in esposizione nella Galleria Triphe' dal 3 marzo al 17 marzo sono espressione di un livello artistico davvero interessante. Affascinata dalla cultura africana riesce, con intensità espressive non usuali, a trasferire sulla tela volti quasi sempre femminili, trasmettendo all'osservatore intense sensazioni. L’espressività e la liricità dei ritratti sono, infatti, l'espressione delle indubbie capacità tecniche di questa artista e ne esaltano, nel contempo, la profondità di lettura degli stati d'animo che attraversano i volti raffigurati.
In essi, infatti, nulla rimanda alla staticità espressiva che spesso emerge nelle espressioni grafiche e pittoriche di volti umani.
Si assiste, invece, allo sforzo di cogliere, talvolta, anche nella durezza dei tratti somatici, stati d'animo che da sempre contraddistinguono l'universo femminile.
Il percorso artistico di Maria Laura Balestra, segnato anche da esperienze lavorative da costumista in film e fiction le consente, infatti, di arricchire in maniera raffinata anche dettagli che fanno da contorno ai volti stessi.
Più nello specifico l’artista si concentra nell'esplorare il mondo delle icone sottolineandone le caratteristiche fondamentali: frontalità ieratica, aureola dorata e centralità dello sguardo.
Ma è proprio nello sguardo dei volti che si innesta la frattura tra la visione tradizionale, bizantina della rappresentazione e quella contemporanea, non trascendente ma profondamente radicata alla dimensione terrena. Se l'aureola bizantina esalta il divino, nella concezione artistica della Balestra, al contrario, assolve alla restituzione di una centralità e identità di quegli esseri umani troppo spesso storicamente marginalizzati da ingiustizie terrene. Le icone della Balestra non sono interessate a desideri di salvezza ultraterrena;
gli sguardi, il colore della pelle dell'essere raffigurato emanano un desiderio di riscatto.
Il gesto della Balestra non è, quindi, meramente estetico ma profondamente etico.
Siamo in presenza di un universo tecnico che, per colori, sapori e atmosfere rimanda, in primis, al mondo altro di quell'Africa pregna di primordiale sacralità.
Informationen
Da martedì 3 marzo a martedì 17 marzo 2026Inaugurazione il venerdì 6 marzo 2026 alle ore 18.30Domenica e lunedì chiuso
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