Lo strano caso di Elena di Troia
Ho tentato di tirare giù Elena di Troia dalla leggenda che la vuole fonte di sciagura e di farne una donna fra uomini. Tra di loro l’eterno gioco dell’amore, dei fraintendimenti, del caso. Ma non c’è nulla di gentile in questo gioco perché l’amore malato trasforma in prede e predatori, in una lotta per la sopravvivenza al termine della quale non ci saranno nè vinti nè vincitori ma soltanto il silenzio che il tempo impone alle cose. Mi hanno accompagnato il ricordo del busto di Canova del Victoria & Albert Museum di Londra (la Elena del cuore della poesia di Byron) e una statuetta di Eros (senza arco né frecce, disarmato per così dire) acquistata a un’asta. L’Afrodite che nello spettacolo canta da soprano mi è stata suggerita dall’opera buffa La belle Hélène di Offenbach. L’abito del finale mi è stato imposto dallo stupendo poemetto di Ghiannis Ritsos sulla vecchiaia di Elena nel punto in cui dice “questo esilio dentro ai nostri stessi abiti che invecchiano”. Per la cronaca l’abito in questione è stato acquistato a un’asta di abiti delle Folies Bergère che si è svolta qualche anno fa alla Bourse di Parigi.
di Stefano Napoli
regia Stefano Napoli
con Francesca Borromeo, Alessandro Bravo, Simona Palmiero, Luigi Paolo Patano e Giuseppe Pignanelli
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Informaciones
Martedì 6 giugno 2023
Ore 21.00
Sala grande
