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8 "piccoli musei" di Roma a ingresso gratuito

8 "piccoli musei" di Roma ad ingresso gratuito

Chi l’ha detto che la cultura costa cara? A Roma sono ben otto i musei a gestione comunale aperti regolarmente a ingresso gratuito per tutti: Villa di Massenzio, Museo Barracco, Museo delle Mura, Museo Carlo Bilotti, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi.

Dalla preistoria all’archeologia e alla scultura antica, dal Risorgimento all’arte moderna e contemporanea, passando per i cimeli napoleonici, qualunque sia la vostra passione c’è un piccolo museo pronto a soddisfarla. Se vi piace l’idea di uscire fuori dagli itinerari turistici più classici, non vi resta che prendere nota e andare alla scoperta delle loro collezioni preziose. 

Se ci inoltriamo nel cuore di Villa Borghese, due sono i musei che possiamo visitare: con le sue atmosfere di fine secolo, il Museo Pietro Canonica, ospitato nel palazzo che dal 1922 al 1959 fu la casa e lo studio dello scultore, raccoglie gran parte delle opere di questo artista piemontese: sculture in marmo e bronzo, bozzetti e disegni originali. La bella Aranciera di Villa Borghese ospita invece dipinti, sculture e acquerelli donati dall’imprenditore e collezionista italoamericano Carlo Bilotti: una corposa collezione di opere di Giorgio De Chirico, 17 dipinti e una scultura, ma anche  dipinti di Gino Severini, Andy Warhol e Larry Rivers e una scultura di Giacomo Manzù

A pochi passi da piazza Navona, si celano altri due piccoli tesori: il Museo Napoleonico, con le sue opere d’arte e i suoi preziosi cimeli ottocenteschi donati alla città di Roma nel 1927 da Giuseppe Primoli, figlio del conte Pietro e della principessa Carlotta Bonaparte, e il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco. Qui, in un bel palazzo cinquecentesco detto la “Farnesina ai Baullari”, situato tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori, si è conservata intatta una straordinaria raccolta di sculture antiche formata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento da Giovanni Barracco, barone calabrese di antica nobiltà. Attraverso 400 tra opere e frammenti ben scelti, di altissima qualità, il collezionista ci conduce in un percorso affascinante che tocca l’arte egizia, assira, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale.

Attraversando il Tevere e salendo da Trastevere sulla sommità del Gianicolo, teatro delle tormentate lotte della Repubblica Romana, ecco un museo imperdibile per i cultori del mito garibaldino. Inoltrandosi nelle sale del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, ospitato all’interno di Porta San Pancrazio, con l’ausilio di tecnologie multimediali è possibile ascoltare alcuni dei protagonisti della straordinaria stagione rivoluzionaria risorgimentale e riviverne l’atmosfera attraverso i racconti delle vicende, dei personaggi e degli ideali di quegli anni fatali. Proprio qui, infatti, nel giugno 1849 i difensori della Repubblica Romana capitanati da Giuseppe Garibaldi opposero l’estremo tentativo di resistenza alle truppe francesi venute a riprendersi la città per restituirla a Papa Pio IX. In uno dei molti scontri fu ferito Goffredo Mameli, che morirà un mese dopo. 

In un’altra porta della cinta muraria romana, Porta San Sebastiano, la visita al Museo delle Mura offre l’opportunità di conoscere, con l’ausilio di plastici e pannelli didattici, le trasformazioni che le Mura Aureliane hanno subito attraverso i secoli, ma anche le vicende storiche e i personaggi che si sono succeduti in questi spazi. Estremamente suggestivo è il percorso all’interno del camminamento di ronda e delle torri che si innalzano ogni 30 metri. Proprio da questa porta comincia la via Appia, la Regina Viarum dell’antica Roma. Tra il II e il III miglio della via incontriamo i resti della maestosa Villa di Massenzio, uno dei più straordinari complessi archeologici del suburbio romano fatto costruire dall’imperatore che governò l’Italia dal 306 al 312 e che fu sconfitto da Costantino nella battaglia di Ponte Mìlvio. Il complesso comprende tra l’altro il circo, ben conservato in tutte le sue componenti architettoniche, e il mausoleo dinastico di Massenzio, noto anche come “Tomba di Romolo” dal nome del giovane figlio dell’imperatore che qui fu presumibilmente sepolto.

Finiamo con un salto indietro nel tempo, molto ma molto prima dell’era romana: il Museo di Casal de’ Pazzi, un unicum nel panorama dei musei di Roma. Il museo nasce dal ritrovamento di una zanna d’elefante nel 1981 durante i lavori di urbanizzazione della zona di Rebibbia. Da qui un’indagine archeologica su un’area di oltre 1.200 mq ha portato alla luce il tratto di un antico alveo fluviale. Nel giacimento sono stati scoperti più di 2.000 fossili animali, appartenenti a specie impensabili oggi nella campagna romana (l’elefante antico, l’uro, l’ippopotamo, il rinoceronte), ma anche un frammento di cranio e oltre 1.500 manufatti in selce che testimoniano la contemporanea presenza di uomini. 

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