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Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano)

Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano)
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Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano)
Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano)

Nel 1878, a pochi anni dall’unità d’Italia, il Parlamento Italiano decise di dedicare un monumento al re Vittorio Emanuele II, da poco scomparso, e con lui all’intera stagione risorgimentale. Dopo aver bandito due concorsi internazionali (nel 1880 e nel 1882), fu scelto il progetto di Giuseppe Sacconi, un giovane architetto marchigiano, ispirato ai grandi santuari dell’età classica: un’ampia scalinata conduce all’Altare della Patria, ai propilei e al grandioso portico colonnato sormontato dalle quadrighe in bronzo, allegorie dell’Unità della Patria e della Libertà. 

Iniziati nel 1885, i lavori procedettero a rilento e il progetto fu più volte modificato, anche nella scelta del materiale: il travertino fu così sostituito con il bianchissimo botticino bresciano, che mal si armonizza con i toni caldi degli edifici circostanti. Questa caratteristica, unita alle sue dimensioni sproporzionate, ha fatto meritare al complesso soprannomi poco lusinghieri, ancorché ormai affettuosi, tra cui quello di macchina da scrivere e di torta nuziale. Per far luogo al monumento, tutta l’area alle pendici del Campidoglio fu interessata da demolizioni dei preesistenti quartieri medievali e rinascimentali, tra cui le torri di Paolo IV e il chiostro dell’Aracoeli. Furono inoltre spostati e ricostruiti il Palazzetto Venezia e la Chiesa di Santa Rita. Una piccola costruzione alla destra del Vittoriano, ai piedi della scalinata che porta al Campidoglio, costituisce ciò che resta degli antichi edifici medievali.

Proseguiti da Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini, i lavori poterono considerarsi conclusi solamente nel 1935, anche se il complesso venne inaugurato ancora incompleto nel 1911 durante l’Esposizione Internazionale per il cinquantenario dell’Unità d’Italia. In quell’occasione fu scoperta la grandiosa statua equestre in bronzo dorato dedicata a Vittorio Emanuele II, unica rappresentazione non allegorica presente nel monumento: realizzata con 50 tonnellate di bronzo ottenuto fondendo i cannoni dell’esercito, è lunga ben 10 metri e alta 12. All’interno della pancia del cavallo venne organizzato perfino un rinfresco per venti persone per festeggiare la buona riuscita dei lavori, come testimoniano alcune foto d’epoca. Anche la statua del re è imponente, basti pensare che i suoi baffi sono lunghi 1 metro ciascuno.

Sotto la statua della Dea Roma, il 4 novembre 1921 fu tumulata la salma del Milite Ignoto in memoria dei tanti militari caduti in guerra e di cui non si conosce il nome o il luogo di sepoltura. La bara fu collocata sull’affusto di un cannone e deposta in un carro disegnato dall'architetto Cirilli. Fra il 1924 e il 1927 sui propilei furono infine posizionate la Quadriga dell’Unità di Carlo Fontana e la Quadriga della Libertà di Paolo Bartolini, che portano il monumento all’altezza di 81 metri dalla quota di Piazza Venezia. 

Il tema centrale di tutto il monumento è rappresentato dalle due iscrizioni sui propilei: “PATRIAE UNITATI” e “CIVIUM LIBERTATI”, “All’unità della patria” e “Alla libertà dei cittadini”, ciascuna posta quasi a commento delle due quadrighe. Ai due lati, due fontane rappresentano il mar Adriatico e il mar Tirreno e segnano i “confini” del monumento così come i due mari delimitano la Penisola Italiana. Tra le decorazioni, oltre alle vittorie alate e alle allegorie dei valori civili del popolo italiano, da notare le statue delle sedici Regioni italiane (nel conto mancano la Valle D’Aosta, il Friuli Venezia Giulia, il Molise e il Trentino Alto Adige che furono aggiunte o create dopo). Poste sul cornicione del sommoportico, ognuna  di esse è in corrispondenza di una colonna e fu affidata a uno scultore di quella stessa Regione. Le statue delle quattordici città che furono capitali o Repubbliche marinare sono invece di Eugenio Maccagnani. 

Nel monumento hanno sede il Museo centrale del Risorgimento e il Sacrario delle Bandiere, che custodisce le bandiere dei reparti sciolti dell’esercito italiano oltre a pezzi storici come il motoscafo anti sommergibile MAS 15 di Luigi Rizzo, che affondò durante la Grande Guerra la corazzata austriaca Santo Stefano, il relitto del sommergibile Sciré affondato dagli inglesi nel 1941 al largo di Haifa, il velivolo “Bleriot XI” utilizzato nella Guerra Italo-Turca del 1911-1912 e il cannone da 75\27 mod. 12 impiegato durante la Grande Guerra. Il complesso accoglie anche saloni espositivi adibiti a ospitare mostre temporanee. Dal 2007 è possibile inoltre salire in cima al Vittoriano con un ascensore panoramico in vetro: la terrazza offre uno dei migliori panorami di Roma, ideale per scattare foto ai fori imperiali, al Pantheon, a San Pietro o a via del Corso. 

Ogni anno, il 25 aprile (anniversario della liberazione d’Italia), il 2 giugno (Festa della Repubblica) e il 4 novembre (festa delle Forze Armate) il Presidente della Repubblica rende omaggio al milite ignoto deponendo una corona d’alloro, a ricordo di tutti coloro che sono morti per la Patria. Una fiamma arde incessantemente custodita da impassibili guardie d’onore.

Informazioni

Indirizzo 
POINT (12.48275 41.895357)
Orari 

Tutti i giorni ore 9.30 - 19.30 (ultimo ingresso 18.45)

Chiuso il 1°gennaio e il 25 dicembre salvo aperture straordinarie su progetto MiBAC come da  DM 330 30/06/2016, Criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali.

Contatti 
Sito web: 
https://bit.ly/2GO5sBM
Sito web: 
https://vittoriano.beniculturali.it/it
Telefono: 
+39 06 6783587 (ascensori panoramici del Vittoriano)
Telefono: 
+39 06 6793598 (Museo Centrale del Risorgimento)
Telefono: 
+39 06 6793598 (Istituto per la Storia del Risorgimento italiano)
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Location

Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano), Piazza Venezia
Piazza Venezia
41° 53' 43.2852" N, 12° 28' 57.9" E

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