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Borghi perduti e fortezze fantasma

Antica Monterano ph Comune di Canale Monterano
Antica Monterano-Palazzo Ducale ph Comune di Canale Monterano
Montefalco ph Parco Regionale dei Monti Lucretili Official Website
Galeria Antica ph Ente Regionale RomaNatura
Castiglione ph Parco Regionale dei Monti Lucretili
Ruderi di Camerata Vecchia ph Parco Regionale Monti Simbruini

Suggestive rovine, sentieri deserti e pietre erose dal tempo: nei dintorni di Roma si celano tanti piccoli borghi e città “fantasma”, abbandonati da secoli e oggi dominati dal silenzio e da un’incantatoria solitudine.
Quel che resta di questi discreti gioielli, immersi in territori incontaminati, spesso "aggrappati" su speroni rocciosi e un tempo così sicuri della loro forza, è la testimonianza di storie antiche, di assedi, duelli, briganti, amori e leggende.
Vi presentiamo alcuni affascinanti paesi abbandonati, luoghi misteriosi da riscoprire, capaci di meravigliare e incuriosire anche gli “esploratori” più esigenti.

Camerata Vecchia
A poco più di settanta km a est di Roma, arroccato su uno sperone roccioso e a oltre 1220 metri di altezza, si trova l’antico borgo di Camerata Vecchia, edificato intorno all’anno 900-960 d.C. Il nome Camerata – o “Camorata” – deriva dalle struttura delle abitazioni del paese, vere e proprie camere scavate nella roccia, anche se una diversa teoria, poco verosimile in realtà, ne attribuisce l’origine alle "camerate di briganti" che si rifugiavano solitamente nel borgo. Abitato fino al 1859, il paese è improvvisamente distrutto il 9 gennaio dello stesso anno da un improvviso e violento incendio che, stando a quanto si racconta, divampa dal camino di una casa, per poi propagarsi in tutto il borgo. I paesani sopravvissuti si rifugiano nella vicina Chiesa della Madonna delle Grazie, scampata al fuoco, che diviene riparo per molte persone fino alla realizzazione del nuovo insediamento.
Oggi si possono ancora ammirare l’imponente arco del XVI secolo scavato nella roccia, le rovine delle mura di cinta, l’arco di sostegno della Chiesa di San Salvatore e alcune abitazioni. Da non perdere, la Piana di Camposecco, una distesa di vaste praterie e faggeti secolari, paesaggio mozzafiato e spesso location di film western, come il celebre "Lo chiamavano Trinità”. Per le caratteristiche del territorio, non facile da raggiungere, la  visita è un po’ impegnativa ma assolutamente suggestiva.

Castiglione
In posizione isolata e dominante nel Parco dei Monti Lucretili, di fronte a Palombara Sabina, sorge il borgo fortificato di Castiglione.
Una duplice cinta muraria merlata racchiude un’area di oltre mille mq, tipico esempio di “castrum” medievale, nato probabilmente sui resti di una villa romana, intorno alla seconda metà del XII secolo.
Ufficialmente citato nei documenti nel 1276, Castiglione (o Castrum Castillonis), già nei primi anni del 1400, risulta abbandonato, forse a causa delle epidemie, delle lotte tra famiglie nobili o di eventi sismici.
Di particolare interesse la presenza di un romitorio dedicato a San Martino, edificato intorno all’anno mille e attivo fino al XVII secolo, al tempo in cui il borgo era ormai disabitato da due secoli. L’antica fortificazione conserva ancora alcune delle originarie torri e custodisce al suo interno i ruderi del castello, la chiesa, nonché una grande cisterna - costruita con il materiale di recupero della preesistente villa romana.

Galeria Antica
Situata a nord della Capitale, nei pressi della via Braccianense, Galeria Antica sorge su uno sperone di tufo di oltre 130 metri, lambito dal fiume Arrone.
L’antichissima “città morta” fu probabilmente fondata al tempo della dominazione etrusca, con il nome di Careia, come testimoniano alcune piccole tombe a camera presenti nella zona sottostante l’abitato. Dopo la dominazione etrusca, a cui segue quella romana, il borgo è assediato dai saraceni e, nel tempo, subisce diversi passaggi di proprietà tra le famiglie nobili romane, come gli Orsini, i Colonna, i Caetani, i Savelli e i Sanseverino. L’epidemia di malaria del 1700 provoca la morte di molti abitanti e, nel 1809, il definitivo abbandono della città in modo alquanto misterioso: oggetti personali, attrezzi, e persino i defunti, privi di sepoltura, tutto è lasciato in fretta e furia.
Disabitata da due secoli, Galeria è oggi incastonata in una splendida oasi naturalistica, al cui interno si possono ancora ammirare il campanile del XVIII secolo della Chiesa di San Nicola, i ruderi del castello e di molte costruzioni sparse tra la lussureggiante vegetazione.

Montefalco
Nei pressi di Monteflavio, a circa 50 km da Roma, nella zona della Sabina, si trova l’imponente insediamento medievale, risalente al XIII secolo.
Posto a 900 metri di altitudine sulla sommità di un colle, Montefalco godeva di una posizione strategica, motivo per cui vi fu eretto un borgo fortificato, con un castello, delle abitazioni, una cisterna idrica e una cinta difensiva.  
L’antica tenuta di Montefalco risulta già abbandonata, quando nel 1422 si hanno le prime notizie dell’antica Monteflavio: è solo alla fine del XVI secolo, infatti, che il borgo rinasce ai piedi del rilievo, grazie alla famiglia Orsini; da qui il nome di Monteflavio in onore del cardinale Flavio Orsini.
Si conservano ruderi di mura, torri e alcuni resti di abitazioni. L’escursione è suggestiva, ma abbastanza impegnativa, e richiede particolare attenzione e un’attrezzattura da montagna.

Antica Monterano
Questo poetico borgo abbandonato sorge a ovest del Lago di Bracciano, su una collina tufacea nel cuore della Riserva Naturale di Monterano. Nell'area, si trovano tracce di tombe etrusche, uniche testimonianze di questa civiltà nella zona. A partire dal II secolo a.C., l’insediamento è dominato dai romani e, dal IV secolo d.C., dai longobardi. Nei secoli seguenti, il borgo conosce vicende alterne. Nel 1500, è proprietà della famiglia Orsini, per poi passare, a metà del XVII secolo, in mano agli Altieri, grazie ai quali Monterano va incontro a un periodo di grande splendore barocco: vengono, infatti, realizzate la Chiesa e il Convento di San Bonaventura, la Fontana ottagonale, la Fontana con la statua del Leone e la facciata del Palazzo Ducale, a opera di Gian Lorenzo Bernini. Decimato dall’epidemia di malaria e decaduto il potere temporale del papa nel 1798, il borgo passa sotto la Repubblica Romana per breve tempo, quando riconquistato dall’esercito borbonico, è definitivamente distrutto dall’esercito francese.
Lo scenario che si presenta agli occhi è spettacolare: costruzioni e resti di epoche diverse, immerse in una rigogliosa vegetazione, come l’antico acquedotto romano, i ruderi della Chiesa di San Rocco, della Porta Cretella, di torri e abitazioni, e le magnifiche opere del Bernini. Negli anni, Monterano è stata location di decine di film, tra cui Il Marchese del Grillo, Ladyhawke e Brancaleone alle crociate. Da non perdere la suggestiva Cascata della Diosilla, dall’aspetto dantesco e dal colore policromatico delle acque.

Stazzano Vecchio
Nei pressi dell’omonimo paesino, in una piccola valle isolata della Sabina, sorgono le rovine di questo incantevole e poco conosciuto borgo.
Non vi sono documentazioni storiche di rilievo sulle sue origini: sorto probabilmente sui resti di un insediamento romano, vede la nascita di un nucleo abitato in epoca medievale, intorno a un castello, di proprietà dei Savelli e, in seguito, di altre famiglie nobili romane.
Un’unica porta consentiva l’accesso al borgo, abbandonato definitivamente il 24 aprile del 1901, in seguito a un violento terremoto, stimato all’VIII grado della Scala Mercalli.
Attualmente, si possono ammirare l’abside della diroccata Chiesa di Santa Maria, i due corsi principali, incorniciati dalle rovine delle abitazioni, e i resti del Castello, con le tre torri circolari, le mura e l’imponente torre a base quadrata.
Circondato da boschi e alberi da frutto, e grazie alla discreta integrità dell’originario tessuto urbano, Stazzano Vecchio è probabilmente una vera e propria “chicca” per gli appassionati di città fantasma, che richiede tuttavia particolare attenzione per le caratteristiche strutturali dell’area.

In copertina: Fontana del Bernini e Chiesa di San Bonaventura Antica Monterano - ph canalemonterano.online Comune di Canale Monterano

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