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La bisbetica domata

La bisbetica domata ph.@Marco Borrelli
La bisbetica domata ph. Marco Borrelli
La bisbetica domata ph. Marco Borrelli

Un allestimento de "La bisbetica domata" non può prescindere, soprattutto oggi, da una riflessione su quell’ultimo lungo monologo nel quale la ex bisbetica e indomita Caterina tesse le lodi della mitezza e della soggezione allo sposo. Quello sposo che dal momento in cui la incontra la sfida, la affronta, la inganna, la porta con sé in una casa inospitale – ma, si sa, è per gioco! – e con gesti gentili, ovvero con gentilissime torture, la riduce prima al silenzio e poi alla conversione a discorsi non suoi. Sì, perché se la ribellione di Caterina e il suo essere “bisbetica ” è soprattutto nella voce e nell’eloquio puntuto, brillante e inarrestabile con cui affronta il mondo, il suo pacato silenzio e il suo discettare a comando sono il segno di una riduzione forzata all’obbedienza.

Come controparte è ben leggibile l’immagine di un domatore istituzionale, un maschio superiore per definizione. Da qui la decisione di collocare il racconto di Shakespeare prima dell’inizio dell’ultima guerra, che cambierà definitivamente i rapporti di equilibrio nella coppia, ma più complessivamente fra i sessi. Dagli Stati Uniti e dal resto dell’Europa arrivano germi di mutamento che hanno già modificato il costume nelle classi più agiate e in quelle zone a margine in cui l’eccentricità è un attributo strutturale.

Sono infatti “diverse” le dive del cinema (attrici ma anche produttrici e registe) e le donne comuni che lavorano come operaie, dattilografe, segretarie, e che guardano con simpatia alle ragazze dello spettacolo dal vivo, che di quelle dello schermo cercano di seguire l’esempio: le divette, le cantanti, le soubrette dalla vita indipendente. È quindi alla fine degli Anni Trenta che collochiamo il racconto della bisbetica: è ancora possibile in quell’epoca l’idea di una doma della femmina, ma la donna ha degli strumenti per opporsi e la battaglia dei sessi vive un momento cruciale, particolarmente appassionante.

Shakespeare nella struttura dell’opera, in particolare nell’in quarto del 1594, ci fornisce una cornice completa, che è la storia del calderaio ubriacone Sly, al quale viene giocata una beffa da un potente che rientra nella taverna alla fine di una battuta di caccia. L’uomo trova Sly disgustoso e miserabile, quindi passibile della sua feroce attenzione. Decide di divertirsi ai danni del poveraccio e di fargli credere di essere un potente. Seguendo uno schema antico, già presente ne Le Mille e una notte, lo traveste dandogli le caratteristiche di una insigne autorità. Proprio mentre sta organizzando la beffa, arriva in una taverna, che nel nostro allestimento diventa una pensione-ristorante, un gruppo di musicisti e attori di avanspettacolo, che fa il suo ingresso con tutto l’armamentario tipico dello spettacolo viaggiante – valigie, biciclette, baule armadio, cagnolino – per riposare in attesa dell’arrivo delle ballerine (che peraltro mai arriveranno).

La compagnia, con i mezzi che ha e con le tecniche che conosce, cioè quelle dell’avanspettacolo, e con la sua gerarchia e distribuzione di ruoli, – il fantasista, il comico, il duo, la soubrette, il ballerino di tip-tap, il macchiettista, il cantante d’opera -, si organizza per offrire la sua professionalità al racconto, che assume una forma musicale e leggera nell’ambiente del ristorante trasformato in palcoscenico, passerella, strada. Il gioco di equivoci e sotterfugi da farsa che la trama shakespeariana suggerisce prende i colori del varietà e le ombre del kabaret tedesco.

Approfondire e allargare il respiro del racconto in questa direzione, già disegnata da Shakespeare, suggerisce diverse implicazioni. Oltre che esilarante rappresentazione di una guerra dei sessi all’insegna di vecchi e nuovi modelli di genere, il testo si presenta come occasione di riflessione sul carattere dell’esperienza teatrale come specchio amplificante della vita, luogo di esplorazione dei suoi interrogativi nascosti, e si rivela metafora del rapporto fra l’artista e il potere, della reciproca fascinazione e della difficoltà di mantenere viva e libera la propria voce, la discussione, il pensiero.

Foto di copertina @Marco Borrelli

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Manifestazioni
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dal 21 Giugno 2019 al 13 Ottobre 2019

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Quando 
dal 19 Luglio 2019 al 4 Agosto 2019
POINT (12.485305 41.914503)
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Orari 

da venerdì 19 luglio a domenica 4 agosto 2019
Ore 21.15 (escluso i lunedì)

Giorni di chiusura 
Lunedì
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Location

La bisbetica domata, Largo Aqua Felix
Largo Aqua Felix
41° 54' 52.2108" N, 12° 29' 7.098" E

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